Progetto nuovo stadio a Verona, le opposizioni in Comune restano scettiche

Il Pd parla di «fake news» circa il «finanziamento del Credito Sportivo», Bertucco di «proclami trionfalistici» mentre Tosi ritiene il nuovo stadio «un'opera oggi non prioritaria»

La foto dello Stadio nazionale di Pechino pubblicata su Facebook dall'Ass. all'Urbanistica di Verona Ilaria Segala (ph Ansa)

Il progetto del nuovo stadio ha visto nelle ultime ore la maggioranza in Consiglio comunale muoversi compatta verso un'unica direzione, quella cioè tracciata dal sindaco Sboarina che, perentoriamente, ha dichiarato: «Ora non si torna più indietro». Su quella che da molti è già stata ribattezzata la "Nuova Arena", parrebbe dunque voler investire in modo decisivo l'attuale amministrazione, pur non essendo tale importante iniziativa stata preventivata ai tempi della stesura del programma elettorale dell'attuale sindaco, come ricordato peraltro dallo stesso Sboarina.

La maggioranza fa quadrato attorno al nuovo stadio, Sboarina: «Ora non si torna indietro»

Tra le fila della maggioranza, si è espressa nelle ultime ore anche l'assessore all'Urbanistica Ilaria Segala che, attraverso i social, ha fatto sapere di preferire un progetto innovativo e di «architettura contemporanea», rispetto ad uno che miri ad essere una sorta di "nuova Arena": «Condivido l’ordine del giorno presentato in Consiglio dal Presidente della commissione urbanistica De Marzi - ha scritto l'Ass. Segala - che invita a non assimilare il nuovo stadio all’anfiteatro areniano. Il nuovo stadio può essere una bella occasione per realizzare una architettura contemporanea di qualità che in città ancora manca».

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Il post Facebook sul nuovo stadio a Verona condiviso dall'assessore all'Urbanistica Ilaria Segala

Gli entusiasmi legittimi per l'avvio di tale nuovo progetto da parte della giunta, non parrebbero tuttavia aver contagiato anche i consiglieri di minoranza a palazzo Barbieri. Tra questi Flavio Tosi si è espresso in modo molto critico sull'iniziativa: «Stiamo parlando di un'opera oggi non prioritaria in città. - ha sentenziato l'ex primo cittadino scaligero - Il Bentegodi è tra gli stadi nelle migliori condizioni in Italia, esclusi ovviamente quei pochi nuovi impianti realizzati. Ed è stato di recente messo a norma». 

In modo coeso si è poi mosso anche il gruppo consiliare comunale del Pd, con i consiglieri Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani che hanno prodotto una lunga nota nella quale viene in particolare presa di mira la notizia, divulgata dallo stesso sindaco, secondo la quale il Credito Sportivo sarebbe, citiamo le parole del primo cittadino, «a bordo del progetto» e «disposto a finanziarlo». In merito i consiglieri del Pd mostrano di avere più di una riserva: «Quella del Credito Sportivo pronto a finanziare il nuovo Stadio di Verona - dichiarano Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - è una mezza verità della stessa natura delle più bieche fake news. Il Credito Sportivo non ha dato nessuna copertura finanziaria e nessun via libera all’operazione del nuovo stadio per la semplice ragione che prima di esprimere un parere in proposito, e decidere quindi se finanziare o meno il progetto, il Credito Sportivo dovrà valutare ed accertare la bontà di tutti i parametri finanziari di garanzia economica coinvolti nell’operazione». Gli stessi consiglieri dem hanno poi polemicamente ricordato «i cittadini dello Stadio che in 1.500 hanno già firmato la petizione contro il nuovo stadio. Firme che - sostengono gli stessi consiglieri del Pd - Sboarina ha deciso colpevolmente di ignorare». 

Decisamente scettico in merito all'iniziativa si è quindi detto anche il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco: «A differenza dei proclami trionfalistici dell’amministrazione, - ha dichiarato Bertucco - il percorso del nuovo stadio non sarà né semplice, né breve: la Provincia ha già confermato che sottoporrà il progetto a Valutazione di Impatto Ambientale (Via) e forse anche a Valutazione Ambientale Strategica (Vas), nell’ambito delle quali ci auguriamo che verranno passati al setaccio tutti gli aspetti critici, urbanistici e viabilistici, su cui Sindaco e proponenti finora hanno preferito sorvolare».

Lo stesso Michele Bertucco ha quindi aggiunto: «Il dirigente comunale che fa Responsabile Unico del Progetto (Rup) ha già chiarito inoltre che non attiverà l’opzione prevista dalla nuova "Legge sugli Stadi" che consente di approvare già in Conferenza dei servizi tutte le varianti urbanistiche necessarie, (nel nostro caso fondamentalmente legate alle nuove superfici commerciali e alberghiere), ma manderà l’incartamento al Consiglio comunale per il voto. Sarà dunque il Consiglio comunale, consigliere per consigliere, - ha poi concluso Bertucco - ad assumersene la piena responsabilità».

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