Treni. Puppato: "Il Veneto investa di più". Intanto i No Tav tornano alla carica

Dopo l'incidente in Puglia sulla Corato-Andria, il comitato contro l'Alta Velocità in Veneto chiede che l'opera venga accantonata per potenziare le linee già esistenti

"Il ministro Graziano Delrio parlando a Verona del corridoio Lione-Kiev ha detto che il Tav sarà utile tra 100 anni. Noi non abbiamo le doti magiche del ministro e quindi non pretendiamo di conoscere la situazione delle ferrovie tra un secolo e ci limitiamo a sottolineare che le linee esistenti sono in una situazione drammatica che alla fine portano ad incidenti come quello accaduto in Puglia. Chiediamo quindi al ministro che senso ha spendere 90 milioni di euro al chilometro per il Tav Brescia-Verona e Verona-Padova considerando che da Padova a Trieste verrà potenziata la linea esistente ed oltre frontiera non sembra ci sia molto interesse per questa infrastruttura".

Dopo lo scontro dei treni sulla tratta pugliese Corato-Andria, il comitato contro l'Alta Velocità veronese torna a chiedere un ripensamento al ministro Delrio. "Non è ancora stato fornita un'analisi sui costi e benefici previsto per legge mentre parte delle linee ferroviarie italiane sono a livelli tecnologici molto bassi come purtroppo è stato dimostrato dall'incidente in Puglia - continua il comitato - Ci chiediamo anche come è possibile che le linee ferroviarie in concessione non siano sottoposte alla competenza dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. Il ministro Delrio se non vuole fare la solita figura del quaquaraquà deve proporre un decreto urgente che disponga immediatamente l’allargamento delle competenze dell’Agenzia a tutta la rete ferroviaria. Non è possibile affidare nel 2016 la vita di centinaia di persone a una telefonata. Quindi usiamo i miliardi che volete buttare in un'opera inutile come il Tav per allineare gli standard ferroviari italiani a quelli europei e su tutte le linee esistenti. Se il Tav servirà tra 100 anni, le ferrovie sicure, puntuali e comode servono adesso. Così si eviterenno tragedie immense come quelle dell'incidente ferroviario pugliese da cui il governo cerca di allontanare le proprie responsabilità morali con il tardivo finanziamento di 1,8 milioni di euro per le reti regionali. Chissà se appena calerà l'attenzione questa diventerà l'ennesima promessa non mantenuta a discapito del Tav, una voragine senza fondo dove spariscono miliardi e miliardi di euro ma che viene utilizzata solo dal 5% dell' utenza ferroviaria".

Sul tema è intervenuta anche la senatrice veneta del PD Laura Puppato che proprio sui finanziamento statale scrive: "Il Governo italiano è tornato a investire sul trasporto regionale dopo oltre un decennio di assoluta dimenticanza di questo settore e la cura del ferro del Ministro Delrio è una politica fondamentale per iniziare a sanare gli enormi ritardi che abbiamo accumulato nel tempo, sia in sicurezza che in qualità del servizio, ma ci vorrà del tempo per farlo, non possiamo pretendere di avere linee efficienti e nuove da un giorno all’altro".

"Rimane purtroppo una cultura che al trasporto su ferro preferisce quello su gomma - continua la Puppato - com’è anche in Regione Veneto, che ha stanziato solo lo 0,11% del proprio bilancio in linee ferroviarie, pur avendone alcune al limite della praticabilità. Per fare un confronto basti pensare che l’Emilia Romagna, regione a statuto ordinario come il Veneto, meno popolosa e meno attrattiva dal punto di vista turistico, ha investito 40 milioni di euro, il Veneto poco meno di 5 nei servizi, un paragone imbarazzante".

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