Politica Santa Lucia e Golosine / A22

Cda Autobrennero, nomine veronesi congelate. «Prima brutta figura di Tommasi»

Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Daniele Polato: «Tutti gli altri soci hanno tranquillamente nominato i loro rappresentanti tranne Verona, perché il sindaco non è riuscito a fare il sindaco»

Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Daniele Polato ha incolpato il neo sindaco di Verona Damiano Tommasi per il piccolo incidente di percorso nelle nomine di Autobrennero. «Verona è diventata una Cenerentola - ha detto Polato - Il Comune non ha fatto il suo dovere».

Martedì scorso, 19 luglio, la società che gestisce l'autostrada A22 ha rinnovato il proprio cda. Un rinnovo, però, parziale. Di 14 poltrone, ne sono state riempite 12. Comune, Provincia e Camera di Commercio di Verona non sono riuscite a fare sintesi, indicando i due rappresentanti veronesi all'interno del consiglio di amministrazione di Autobrennero. E così, la rappresentanza scaligera è stata temporaneamente congelata, in attesa delle indicazioni concordate dall'ente comunale, da quello provinciale e da quello camerale.

«Se il buon giorno si vede dal mattino, non è stato certo un gran bell’inizio quello del sindaco Tommasi in A22 - ha commentato Polato - Nel suo primo appuntamento importante fuori dalle mura di Verona, ha già collezionato la prima brutta figura. Tutti gli altri soci hanno tranquillamente nominato i loro rappresentanti in cda tranne Verona, perché il sindaco non è riuscito a fare il sindaco. Nei cinque anni precedenti, il capofila dei tre soci veronesi è sempre stato il Comune. Bastava parlarsi con Provincia e Camera di Commercio per evitare di arrivare con tre nomi per due posti e diventare la Cenerentola della A22. Tommasi invece ha pensato solo a nominare se stesso (tra l’altro facendolo all’ultimo minuto perché gli era "scappata" la scadenza), salvo scoprire in assemblea come funziona. Partite importanti come le strategie nelle società partecipate non possono essere gestite con le buone intenzioni, ci vogliono la buona amministrazione e la massima competenza. I dilettanti vanno bene sui campi di calcio non nelle assemblee di società che devono lottare per ottenere il rinnovo della concessione e produrre un project financing da 7 miliardi. Il buonismo delle magliette gialle qui non funziona, ci vuole preparazione e basta. Senza contare la figuraccia sulle quote rosa, che per la sinistra vanno bene solo quando devono applicarle gli altri. Tommasi se n’è fregato nominando se stesso al posto di una donna. Il rispetto della parità di genere deve essere garantita anche da Verona che ha due nomine da fare. Quindi adesso il sistema Verona si trova in un doppio vicolo cieco: due persone su tre di quelle candidate devono fare un passo indietro. E sarà interessante vedere chi lo farà».

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