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Verona, niente sesso nel parco: lui s'infuria e accoltella la 30enne al petto. Arrestato dopo due anni

Solo per un soffio la giovane prostituta di Legnago non ha perso la vita in seguito all'aggressione. L'autore, un 31enne marocchino, è stato identificato e fermato al suo rientro dal paese natale, la scorsa settimana

Quasi due anni di indagini per l'episodio sanguinoso avvenuto in un parco a Legnago e nel quale una giovane ragazza finì accoltellata vicinissimo al cuore. Ora l'autore dell'aggressione ha nome e cognome e per lui si sono aperte le porte del carcere di Montorio con l'accusa di tentato omicidio. Era il 5 aprile del 2012, verso le 21, quando una prostituta di origini nigeriane di 30 anni, compiuti solo il giorno prima, era stata avvicinata da un uomo di origine nordafricana che, dopo aver tentato invano un approccio per ottenere una prestazione sessuale a pagamento, l'aveva aggredita sferrandole un fendente con un coltello. La lama era affondata nel costato della giovane che, quasi subito, era crollata a terra ed era stata soccorsa da alcune sue “colleghe” di sventura. Sul posto si erano recate due pattuglie dei carabinieri di Legnago che, con il supporto dei vigili del fuoco per illuminare l’area, avevano provveduto ad eseguire i rilievi del caso.

LE INDAGINI - All’ospedale di Legnago le condizioni della vittima erano apparse subito gravi: i sanitari erano intervenuti nella notte per suturare la ferita provocata da una lama, della larghezza di circa tre centimetri, arrivata a sfiorare la parte inferiore del cuore e che solo per una circostanza fortuita non aveva avuto conseguenze letali. Dopo l’intervento la donna aveva passato diversi giorni nel reparto di Terapia intensiva, prima di essere trasferita in reparto.

Nel frattempo erano cominciate le indagini: verifiche sia di carattere tecnico, con il controllo del sistema di videosorveglianza cittadino, che raccogliendo testimonianze dagli abituali frequentatori del parco cittadino. Un elemento che ha sicuramente consentito di delineare il quadro dell'aggressione e, più importante, il volto del possibile sospetto, è stato raccolto verso la fine del mese di giugno dello scorso anno, quando i carabinieri erano intervenuti in un parcheggio a ridosso dell’argine del fiume Adige, a Legnago, per una rissa fra cittadini nordafricani. Uno di questi, Ech Chabbak Abderraham, 31enne marocchino, con documenti in regola e residente a San Pietro di Morubio. L’uomo era stato descritto dai suoi stessi connazionali come una persona irascibile, violenta e aggressiva, non di rado in possesso di un coltello. La comparazione del giovane con l'identikit fornito dalla prostituta ha fatto il resto: i sospetti degli investigatori vengono suffragati appieno dal riconoscimento da parte della vittima, che lo identifica con assoluta certezza come il suo feritore, e dal riscontro della comparazione del Dna del 31enne con quello rilevato su una bottiglia ritrovata nei pressi del luogo dell’aggressione.

Il quadro investigativo a questo punto è delineato e chiaro e, a seguito dei riscontri raccolti, il giudice per le indagini preliminari Laura Donati, ha emesso l'ordine di arresto in carcere, eseguito lo scorso 20 febbraio quando l’uomo, da poco rientrato dal Marocco dove aveva passato i mesi invernali, è stato individuato e fermato. Oltre all’aggressione alla giovane prostituta, in altre due circostanze, per futili motivi, aveva ferito altrettanti connazionali.

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