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Verona, il consorzio di società fa la forza: con Hydrobond finanziati quasi 730 lavori in tutto il Veneto

Investimenti per 300 milioni di euro, interventi a favore di acquedotti, depuratori e sistemi fognari. Mariotti: “Un percorso molto importante, consente interventi altrimenti impossibili per singole aziende e attesi da decenni”

Un’opportunità di sviluppo e di crescita per tutta la regione, un Veneto più verde e sostenibile, uno strumento finanziario innovativo. Tutto questo è "Viveracqua Hydrobond". Il progetto Hydrobond permette di finanziare, nei prossimi 4 anni, 728 interventi a favore del Servizio Idrico Integrato, in centinaia di Comuni della nostra regione. Complessivamente si tratta di opere che prevedono investimenti per 300 milioni di euro, la metà dei quali finanziati proprio attraverso Hydrobond. A realizzare questo progetto sono stati Viveracqua (consorzio formato da Acque Vicentine, Acque del Basso Livenza, Acque del Chiampo, Acque Veronesi, Alto Vicentino Servizi, ASI, Gestioni Servizi Pubblici, Centro Veneto Servizi, Etra, Polesine Acque, Azienda Gardesana Servizi e Veritas), Finint in qualità di ideatore e strutturatore dell’operazione, Veneto Sviluppo come co-arranger e la Banca Europea degli Investimenti (Bei) in qualità di investitore principale.

“In questi anni – spiega il presidente di Viveracqua, Fabio Trolese – abbiamo sentito parlare spesso della necessità di fare sinergia tra le nostre realtà produttive, in modo da superare le limitazioni date dalle piccole dimensioni e migliorare la capacità competitiva delle aziende. Ecco, noi lo stiamo facendo con Viveracqua, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza del nostro lavoro, fornendo servizi migliori ai cittadini e realizzando gli investimenti che portano benefici ambientali ed indotto economico al territorio”. Con questa operazione la Bei riafferma il proprio impegno a supporto del settore idrico. Nel periodo 2008-2013, la banca ha erogato oltre 1,3 miliardi di euro nel settore idrico in Italia. L’operazione di Viveracqua rappresenta una novità assoluta che ha permesso alla Bei di finanziare società che, a causa della loro dimensione limitata e rischio creditizio individuale, avrebbero avuto difficoltà ad accedere direttamente alla finanza Bei. In questa prima operazione la banca ha sottoscritto la maggior parte dei titoli e ha spinto per la creazione di nuovo strumento di mercato con l’attesa che possa essere replicato presto anche in altre regioni e che possa coinvolgere altri investitori istituzionali. Da questa sinergia è nato Viveracqua Hydrobond.

PROGETTI E OPERE ATTESE - Il Piano degli interventi prevede complessivamente la realizzazione di 728 opere, il cui valore medio è pari a 400mila euro. In realtà, nello specifico, si tratta di 367 progetti, la metà del totale, che hanno un costo ridotto e un valore medio pari a 60mila euro, di 219 progetti che hanno un valore medio di 350mila euro e 142 progetti del valore medio pari a 1,4 milioni. Se si analizza il costo delle opere, invece, i lavori costeranno 190 milioni di euro, le forniture tecnologiche 60 milioni, mentre 50 milioni sono destinati alle attività professionali. In base a questi dati, si stima che 300 persone saranno direttamente impegnate, per i prossimi 4 anni, nella realizzazione delle opere dal Piano degli interventi. “Si tratta di un percorso molto importante – ha sottolineato il presidente di Acque Veronesi e dell’assemblea dei soci di Viveracqua, Massimo Mariotti – che vede per la prima volta realizzare finanziamenti che a livello di singola azienda non sarebbe mai stato possibile ottenere. Grazie a queste sinergie sarà possibile ottenere l’accesso al credito per opere che sono attese in Veneto da decenni. In più, questi finanziamenti rappresentano una boccata d’ossigeno per le nostre società in un momento in cui l’accesso al credito è particolarmente complesso”.

Da un punto di vista ambientale, le nuove infrastrutture porteranno ad un notevole miglioramento della sostenibilità: saranno realizzati 560 chilometri di condotte di acquedotto e fognatura e si otterrà un evidente aumento della capacità depurativa per 500mila abitanti del Veneto. Il che significa, meno fosforo, meno azoto e meno carbonio presenti nei corpi idrici della nostra regione. Gli investimenti riguardano, infatti, per il 41% interventi a favore delle fognature, per il 23% a favore degli impianti di depurazione e per il 36% a favore degli acquedotti. Se si considerano le tempistiche di realizzazione degli interventi, bisogna notare che 398 progetti sono in fase di progettazione iniziale, 144 in fase di progettazione avanzata e 198 lavori sono già in fase di esecuzione.

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