Cronaca

Treni, la liberalizzazione della rete parte da qui

Convogli tedeschi sui binari italiani, ma Fs cerca di ostacolare il progetto

Treni, la liberalizzazione della rete parte da qui

Sono bastati due mesi al trio Deutsche Bahn (Db), Österreichische Bundesbahnen (Öbb) e l’italiana LeNord per mettere paura alle Ferrovie dello Stato e ad Rfi, l’azienda che gestisce la rete ferroviaria italiana per Fs. Dal 13 dicembre Db, Öbb e LeNord hanno introdotto un un nuovo servizio ferroviario tra Italia, Austria e Germania, un collegamento che si avvale di convogli tedeschi ed austriaci e, a sud di Bolzano, di personale italiano.

L’offerta, che ha come fulcro principale proprio Verona, propone ai clienti il collegamento di Monaco, Innsbruck, Bolzano, Trento, Bologna e Milano, passando ovviamente per la stazione scaligera, e si tratta della prima esperienza europea di libera circolazione dei convogli, l’apertura alla liberalizzazione della rete ferroviaria.

Punti di forza dell’offerta teutonica sono, come riferito dal direttore marketing di Db in Italia Marco Kampp, la semplificazione delle operazioni di biglietteria, i tagliandi si possono acquistare anche sul treno senza rincari, la puntualità dei convogli, ben l’80% dei treni austro-tedeschi hanno ritardi inferiori ai 5 minuti, e la qualità del servizio a bordo, con innumerevoli agevolazioni per i passeggeri. Questo pacchetto di offerte ha consentito ai tre interpreti in gioco di raggiungere, nei primi 2 mesi di attività, un ottimo riscontro da parte dei viaggiatori, un risultato che sminuisce Fs.


Le ferrovie italiane, che mai hanno avuto il problema della concorrenza, adesso sono costrette ad affrontare un avversario forte, preparato e che, soprattutto, offre un ottimo servizio ad un prezzo vantaggioso, ricordiamo solo che il Verona-Bologna costa solo 9 euro. Parrebbe che, proprio per questo, Rfi stia mettendo un po’ i bastoni tra le ruote al nuovo avversario. Secondo Luigi Margheri di LeNord: “Erano state chieste determinate traccie ad Rfi, traccie che ci sono sì state concesse, ma in altri orari. Però noi ci batteremo per far valere i nostri diritti (la liberalizzazione della rete ferroviaria è voluta dall’Unione Europea ndr) e per ottenere da Rfi ciò che ci spetta”.

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