Scontri a Frosinone, vicina la fine del processo per 105 tifosi dell'Hellas

Sono accusati di radunata sediziosa e inosservanza dei provvedimenti dell'autorità. Nell'ultima udienza alcuni di loro sono stati ascoltati insieme al sostituto commissario della Digos frusinate

Tifosi dell'Hellas Verona

Non mancherebbe molto al processo che vede imputati 105 tifosi dell'Hellas Verona per gli scontri con i tifosi del Frosinone prima della partita del 29 novembre 2015. A dichiararlo è stato l'avvocato difensore dei gialloblu Andrea Bacciga dopo l'udienza che si è tenuta mercoledì scorso, 14 novembre, nel tribunale del capoluogo laziale. Udienza riportata sul quotidiano L'Arena.

I tifosi veronesi sono accusati di radunata sediziosa e inosservanza dei provvedimenti dell'autorità e dovranno tornare in tribunale il prossimo 26 novembre.

Nel frattempo è stato ascoltato come testimone il sostituto commissario della Digos frusinate, che il 29 novembre è stato tra i primi ad intervenire in piazzale Europa prima degli scontri. L'agente ha riferito di aver visto un centinaio di tifosi dell'Hellas fermi, in attesa dell'arrivo dei tifosi rivali. I poliziotti hanno ordinato ai tifosi ospiti di allontanarsi, ma loro non si sarebbero mossi. In meno di mezz'ora sono arrivati i tifosi del Frosinone e sarebbero partiti i primi cori e le provocazioni che avrebbero portato agli scontri con tanto di bomba carta e lancio di bottiglie e sampietrini. Il tafferuglio è stato interrotto dall'arrivo della squadra mobile della polizia, ha aggiunto il sostituto commissario della Digos, con i tifosi del Frosinone che si sono dispersi e quelli dell'Hellas che sono saliti sui pullman per andare poi a vedere la partita.

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L'avvocato Bacciga ha fatto invece testimoniare sette dei 105 imputati. La versione che hanno fornito è stata che con i loro pullman sono arrivati in piazzale Europa per sbaglio. Alcuni hanno detto di essersi rifugiati in un centro commerciale e nessuno ha confermato di aver sentito gli ordini degli agenti di polizia.

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