Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Trento / Via IV Novembre

Rapina tre donne al bancomat: "Mi servono per comprare le medicine a mio figlio"

Il 6, il 7 e l'8 agosto ha puntato un taglierino contro tre signore che avevano appena lasciato lo sportello bancario per farsi consegnare il denaro appena prelevato

"Questi soldi servono a me per le medicine di mio figlio", questo ha detto alle tre signore che ha rapinato il 6, il 7 e l'8 agosto, dopo che queste avevano appena prelevato del denaro dagli sportelli bancomat di via Todeschini e via IV Novembre. Ma dopo i primi due colpi, al terzo ha trovato i carabinieri che lo attendevano e ieri mattina ha dovuto spiegare al gip i motivi di quei crimini. 
Un uomo di 38 anni, residente nella provincia di Roma, è stato quindi arrestatato dalle forze dell'ordine in seguito alle rapine messe a segno ai danni di tre donne: il malvivente aveva scelto appositamente quel tipo di soggetto da rapinare, in quanto ipotizzava che non avrebbero opposto resistenza. Nei tre casi quindi si è presentato dalla vittime, armato di taglierino, per sottrarre loro il denaro appena prelevato: le prime due volte ha privato le signore dell'intera cifra ritirata al bancomat, la terza invece solo di una parte. 
Ma dopo i primi due colpi sono partite le denunce e le segnalazioni ai carabinieri, così una pattuglia dei militari si è fatta trovare nel posto giusto al momento giusto e nella giornata di sabato ha messo le manette ai polsi del criminale. 
Come racconta il giornale L'Arena, l'uomo è risultato essere incensurato con alle spalle un passato da imprenditore e al giudice Taramelli ha raccontato la sua storia. Un figlio effettivamente ce l'ha ma non è malato, i soldi servivano a lui per riuscire ad andare avanti. Fino ad un anno fa infatti, l'uomo era sposato ed era titolare di una ditta edile: poi è arrivato il divorzio, mentre la recessione economica ha messo in ginocchio l'azienda che l'uomo è stato infine costretto a chiudere. Rimasto disoccupato, ha inziato a guardarsi intorno, fino a quando non ha ricevuto una proposta di lavoro, sempre nel ramo dell'edilizia, dalla zona del veronese. Offerta che però si è rivelata inconsistente, così per riuscire a tirare avanti senza tornare nel comune dova abitavano i suoi genitori, ha intascato i 390 euro delle prime due vittime e i 250 dell'ultima (quest'ultimi poi restituti alla legittima proprietaria). 
Un rapinatore disperato per cui il giudice ha disposto la misura cautelare del carcere dopo averne convalidato l'arresto: misura che potrà essere convertita in arresti domiciliari nel caso in cui riesca a trovare un alloggio. 

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