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Perquisizione in casa: uno cerca di scappare, l'altra dà false generalità

L'uomo si era nascosto sotto un cumulo di rifiuti in camera e ha anche provato a colpire i militari per guadagnarsi la fuga. La ragazza invece era priva di documenti, ma gli accertamenti hanno portato alla luce i suoi precedenti

Due persone sono state arrestate dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Legnago nella mattinata di lunedì, con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale e per aver fornito false generalità. 
I militari hanno eseguito la perquisizione, delegata dall'autorità giudiziaria di Verona, dell'abitazione di un cittadino marocchino situata a Casaleone: M.M., classe 1989, senza lavoro e con precedenti di polizia, è stato trovato nascosto sotto a un cumulo di rifiuti nella camera dove trascorreva la notte. Il nordafricano è stato quindi portato al piano terra, dove ha cercato di darsi alla fuga colpendo le forze dell'ordine e venendo prontamente bloccato: l'uomo probabilmente aveva intuito che sarebbe stato portato in caserma, dove gli avrebbero notificato la la misura di prevenzione a suo carico per impedirgli di mettere piede in Veneto. 

Nella casa però, oltre a M.M., era presente anche una ragazza di chiare origini magrebine, sprovvista di documenti, che ha dichiarato di chiamarsi K.A. e di essere nata a Siracusa. Condotta a sua volta in caserma per il fotosegnalamento, dal responso AFIS è emerso che era già stata oggetto di numerosi controlli, durante i quali ha sempre fornito generalità differenti, tra cui anche quella di una minorenne. K.A. è stata quindi portata all'ospedale Mater Salutis di Legnago e sottoposta ad esame auxologico per verificarne l'età, il quale ha stabilito che a tutti gli effetti si trattava di una persona maggiorenne. 
Il responso AFIS inoltre ha portato alla luce anche i suoi precedenti per reati contro il patrimonio e stupefacenti.

Anche lei dunque è stata arrestata e i due hanno trascorso la notte nelle camere di sicurezza della Compagnia di Legnago, in attesa del giudizio per direttissima che si terrà al Tribunale di Verona. 

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