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Operazione "contropacco", presi i ladri delle maratone

Operazione "contropacco", presi i ladri delle maratone

Operazione "contropacco", presi i ladri delle maratone

Una coppia di giovani si mischiavano tra i podisti per poi scassinare le auto, sorpresi in flagrante

È stata una battaglia al miglior travestimento. Alla fine l'hanno spuntata i carabinieri. Una coppia di giovani veronesi, un venticinquenne "professionista" dei furti in auto che vive nel campo nomadi di Cerea e una ventiduenne incensurata di Legnago, si mischiavano tra la folla dei podisti prima del "via" delle maratone ma, mentre gli atleti veri si lanciavano sul percorso, lui e lei restavano nel parcheggio per scassinare le auto in tutta tranquillità, facendo man bassa di telefonini e borse.

Da diverso tempo i carabinieri di Peschiera sul Garda stavano indagando sulla raffica di furti che subivano i partecipanti a manifestazioni sportive sul Garda. Gli appostamenti erano difficili, data la gran quantità di persone che si riversa nei parcheggi durante il weekend. I militari dell'Arma per individuare i malviventi hanno quindi deciso di "travestirsi" anche loro. Da parcheggiatori. L'occasione è stata la gara podistica del primo maggio di Colà di Lazise. Quando già erano arrivate circa duecento macchine hanno parcheggiato anche i due ladri, che si sono cambiati e hanno iniziato a far finta di fare stretching. Per sfortuna del 25enne l'ennesima vettura da svaligiare che aveva messo nel mirino era a non più di due metri da uno dei due carabinieri in borghese che lo stavano cercando. Secondo il racconto dell'appuntato il ladro lo avrebbe guardato in faccia, ignaro di trovarsi di fronte a un agente, e avrebbe tirato fuori degli attrezzi da scasso e iniziato ad armeggiarci con molta naturalezza. Intanto la ragazza continuava a far finta di fare stretching guardando nella direzione opposta, fungendo da palo.

Il militare in borghese lo ha quindi strattonato per la maglietta, ma il ladro, sempre senza la minima idea di trovarsi di fronte a un agente, è riuscito a divincolarsi tentando di scappare con la sua automobile assieme alla compare. La fuga però dura poco. Appena cinquecento metri. I carabinieri, infatti, avevano predisposto due macchine nei paraggi dell'uscita del parcheggio. Perquisiti, i due avevano già aperto dieci macchine in una ventina di minuti, facendo razzia di cellulari, borse e soldi.


Il venticinquenne in questo momento si trova nel carcere di Montorio, in attesa del dibattimento fissato tra quindici giorni. L'avvocato difensore ha affermato che Bellinati sarebbe disposto a rifondere i danni ai possessori delle dieci macchine scassinate. In quel caso otterrebbe i domiciliari, da scontare nel campo nomadi di Cerea. E' stato convalidato anche l'arresto della 22enne, in attesa del giorno del dibattimento, anch'esso tra due settimane.

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