Verona piange l'architetto Libero Cecchini: «Non lo dimenticheremo mai»

Il grande architetto veronese si è spento all'età di 100 anni il 20 aprile: «Una persona che fino alla fine ha saputo spendersi per la crescita della propria comunità e alla quale Verona deve molto», ha detto il sindaco Sboarina

Cecchini con Sboarina e Segala durante i festeggiamenti per il suo centenario

«Non dimenticheremo mai questa figura straordinaria, che ha lasciato un segno profondissimo nel corso del Ventesimo secolo. L'architetto Libero Cecchini è stato anche restauratore, urbanista, docente, artista e presidente di numerose istituzioni. Una persona che fino alla fine ha saputo spendersi per la crescita della propria comunità e alla quale Verona deve molto». Inizia così il ricordo del sindaco di Verona, Federico Sboarina, dell'architetto veronese Libero Cecchini scomparso all'età di 100 anni.  
Cecchini lavorò alla ricosctruzione di Verona dopo il secondo conflitto mondiale e proseguì poi nella sua opera di salvaguardia della città, oltre che della sua progettazione. 
«Dalla Basilica di San Zeno a Castelvecchio, fino agli Scavi Scaligeri, ricostruzioni e restauri che portano la sua firma. Resterà per sempre una delle figure di riferimento della rinascita urbanistica cittadina, di cui ha scritto numerose pagine durante i suoi 70 anni di professione. L'ultimo straordinario ricordo che ho di lui è dello scorso settembre all’ordine degli Architetti, quando ho partecipato ai festeggiamenti per i suoi cent’anni. Non appena sarà possibile omaggeremo la sua figura, insieme alla città. Alla sua famiglia le più sentite condoglianze da parte di tutta l’Amministrazione comunale e il cordoglio di tutta Verona, che oggi perde una delle sue pietre miliari».

Lo ha ricordato anche Ilaria Segala, assessore alla Pianificazione urbanistica: «Cecchini è stato un grande professionista, un punto di riferimento per tante generazioni che in lui hanno trovato una fonte inesauribile di sapere. Così come di ispirazione e di idee in ambito architettonico e artistico. I suoi interventi, che ogni giorno potremo continuare ad ammirare passeggiando per le strade cittadine, resteranno a testimonianza di quanto ha fatto per Verona. Dal dopoguerra ad oggi, Cecchini non ha mai smesso di lavorare per il miglioramento e la salvaguardia della nostra città. Lo ricorderemo sempre con grande ammirazione. Resterà per tutti un esempio di lungimiranza e competenza. È un lutto che colpisce tutta la città e non solo il mondo degli architetti».

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ACCADEMIA DI BELLE ARTI - Risale a dicembre del 2017 l’intitolazione dell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Verona all’architetto Libero Cecchini nel compimento dei suoi 98 anni. È stata quella l’ultima occasione pubblica in cui il grande architetto veronese, protagonista della ricostruzione post bellica e di importantissimi interventi di archeologia urbana che hanno fatto scuola in Italia, è stato presente nella nostra Accademia. Ma non aveva smesso di rivestire le cariche che lo hanno reso protagonista della nostra istituzione per lunghi decenni, come membro del corpo accademico e della giunta e come vicepresidente, sempre impegnato per la crescita dell’Accademia con l’innalzamento e ampliamento dell’offerta formativa. In lui confluiva la doppia anima dell’architetto e dell’artista, come lui stesso ha molte volte ricordato e come racconta la sua lunga presenza, come direttore e docente, alla Scuola d’Arte di Sant’Ambrogio di Valpolicella dove i suoi cento anni sono stati celebrati la scorsa estate.
«Intitolare l’Aula Magna al Maestro Cecchini deriva innanzitutto dalla volontà di omaggiare un grande artista, una figura molto significativa per l’ Accademia e per la nostra città – affermò in quella occasione il presidente dell’Accademia di Belle Arti di Verona Marco Giaracuni che oggi esprime il suo cordoglio –. Ma Libero Cecchini non è solo architetto, scultore, disegnatore, pittore, ceramista: è un punto di riferimento importante per tutti coloro che si avvicinano al mondo dell’arte. Anche questa intitolazione, che si aggiunge ai numerosi conferimenti ottenuti da Libero Cecchini, vuole testimoniare il suo incredibile percorso e la sua statura artistica e umana».
«Nella tristezza di questo momento – aggiunge oggi Giaracuni – ci felicitiamo che ci abbia potuto onorare della sua presenza non solo in quella occasione, ma che il suo contributo abbia potuto così a lungo accompagnare la nostra istituzione nel suo cammino di crescita».
«È un evento triste – commenta il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Verona Francesco Ronzon -, ma credo che l’eredità intellettuale di Libero Cecchini sia di tutt’altro segno. Un lascito di allegria e positività. Se c’è un aspetto che ha caratterizzato la figura di Libero, infatti, è stato proprio il suo impegno continuo e la sua curiosità senza limiti. In un periodo cupo come quello attuale, una bella lezione di attività, voglia di fare e progettualità. Incurante di età e ostacoli».
«La scelta di intitolare l’Aula Magna a Libero Cecchini – aggiunge Massimiliano Valdinoci, architetto e docente all’Accademia di Belle Arti di Verona, direttore nel 2017 – fu deliberata all’unanimità proprio in virtù del rapporto pluriennale tenuto con la nostra istituzione da Cecchini che l’ha animata e promossa non solo nei diversi ruoli ricoperti, ma anche grazie alla vicinanza appassionata e costante che abbiamo sempre potuto cogliere attraverso stimoli e consigli».

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Marco Giaracuni e Libero Cecchini

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