Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Maltempo, galleria Adige-Garda chiusa. Riaprono invece le scuole

Nel pomeriggio del 30 ottobre è arrivata la comunicazione della Prefettura di Verona che mette fine alle "vacanze" fuori programma degli studenti. Nel frattempo è stata chiusa anche la galleria per far defluire le acque del fiume nel lago

 

In considerazione del miglioramento della situazione meteorologica e dei livelli dei corsi d'acqua principali e secondari, le condizioni di rischio sul territorio provinciale stanno gradualmente rientrando.
Per questo motivo non sussistono in prospettiva le condizioni per rinnovare anche per la giornata di domani il provvedimento del prefetto di chiusura delle scuole nella provincia di Verona.
Nella giornata di domani 31 ottobre, pertanto, le scuole di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido, saranno regolarmente aperti. 

Questa la nota delle Prefettura di Verona che annuncia la fine sia di queste "vacanze" inaspettate per gli studenti, sia dell'emergenza per il maltempo che si è abbattuto in questi giorni sulla provincia scaligera. 
Maltempo che aveva fatto innalzare il livello dell'Adige causando grande preoccupazione nelle autorità, al punto che nella notte tra lunedì e martedì è stato deciso di aprire lo scolmatore Adige - Garda a Nago Torbole, per far defluire le acque del fiume nel lago. «Di fronte al pericolo attuale di allagare Verona e creare problemi di sicurezza a persone e cose, il Garda si è accollato il sacrificio di "ospitare" per alcune ore le acque dell'Adige. Trattasi di una misura eccezionale (l'ultima volta è accaduto circa 18 anni fa) che confidiamo non comprometterà la qualità delle acque del lago», recita la nota della Comunità del Garda. Questa soluzione infatti presenta alcuni rischi dal punto di vista ambientale: la galleria è stata poi chiusa nel pomeriggio di martedì, quando il livello del corso ha iniziato a scendere. 

A Verona nel frattempo, nella giornata del 30 ottobre, i punti coniderati a rischio sono stati presidiati nel corso della piena e alcune strade sono state chiuse in via precauzionale. 
Il fiume ha raggiunto il suo livello massimo questa mattina alle 5.30, quando a Ponte Nuovo ha toccato 1,95 metri sopra lo zero idrometrico. Alle 8.30 il livello dell’Adige era ancora di 1,94 metri per poi iniziare una lenta discesa tanto che a mezzogiorno l’altezza era pari a 1,76 metri sopra lo zero. L’ultimo sussulto dell’onda di piena si è verificato alle 15, quando il fiume è tornato a toccare 1,89 metri sopra lo zero idrometrico per poi avviare una costante discesa dei valori. Alle 16.30, con il deflusso ormai avviato, l’altezza dell’Adige era di 1,65 metri. Nessuna esondazione del fiume si è registrata in città.
Per tutto il giorno, sono rimasti osservati speciali Castelvecchio, Ponte Pietra, la zona della Giarina, Boschetto e le Basse di San Michele grazie all’operato degli agenti della Polizia municipale e dei volontari della Protezione civile.
Per ragioni cautelari, si è decisa la chiusura al traffico, fino alle 13, di lungadige Attiraglio e l’accesso al Pronto soccorso, in accordo con l’Azienda ospedaliera, è stato garantito da piazzale Stefani. Chiuso anche Bosco Buri, che era inagibile in quanto allagato. La vigilanza è stata costante anche lungo gli argini e gli altri ponti della città, nessuno dei quali è stato chiuso.

La piena dell’Adige che oggi ha attraversato la nostra città è stata solo l’ultima delle allerte che in questi giorni hanno toccato Verona come il resto dell’Italia - ha detto il sindaco Federico Sboarina -. Il piano di emergenza comunale ha funzionato e solo in due punti, lungadige Attiraglio e Bosco Buri, sono state necessarie le chiusure per qualche ora. Il resto della città non ha subito contraccolpi anche grazie al fatto che l’onda di piena è stata ben gestita con l’apertura della condotta di sfogo nel lago di Garda. Ciò che non ha funzionato, invece, è stata l’ondata di fake news che sui social annunciavano chiusure di ponti e di scuole, nonostante le informazioni ufficiali fornite dal Comune e dalla Prefettura fossero diverse. Inoltre, la scelta di chiudere le scuole presa dal Prefetto ha avuto un effetto preventivo importante. La nostra è una grande città e lo dimostra anche in queste situazioni, perché può contare su un’efficiente capacità organizzativa e su figure preparate nella gestione delle emergenze.

Da sabato a oggi sono stati quattro giorni di allerta meteo che hanno trovato in perfetta efficienza la macchina della Protezione civile comunale e provinciale - ha aggiunto l'assessore Daniele Polato -. Sono stati giorni intensi, in cui il nostro territorio è stato messo al riparo da grossi rischi grazie al puntuale coordinamento del prefetto Mulas. Ringrazio tutti gli operatori che da subito si sono messi a disposizione: volontari di protezione civile, agenti di polizia locale, aziende comunali e società autostradali. È stata fatta una gestione in tempo reale delle singole situazioni. Insieme con il comandante Altamura ho coordinato gli interventi di ripristino di varie zone colpite da smottamenti e allagamenti, come in via Torbido fino a Montorio, a Mizzole in via Oliveto e Santa Maria in Stelle in via della Collina. Già nella notte di lunedì erano stati rimossi i residui franosi dalle strade, sono stati decine gli uscite.

Ma nonotante il meteo tutto sommato clemente di martedì, numerosi sono stati gi interventi dei vigili del fuoco, chiamati a doppi turni per far fronte alla calamità. Una trentina le chiamate che hanno riguardato soprattutto la zona del lago, ma anche la Lessinia e Verona: nessun prosciugamento è stato necessario, secondo quanto riferito dai pompieri, chiamati soprattutto a risolvere le situazioni create da alberi, piante, pali e lamiere, che rischiavano di diventare pericolosi a causa delle precipitazioni e del vento. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
VeronaSera è in caricamento