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Cronaca

L'allarme degli studenti: "Basta tagli alla scuola"

Mobilitazione totale del mondo dell'istruzione contro la riforma voluta dal ministro Gelmini

Gli studenti veronesi sono scesi in piazza, come promesso, per manifestare contro la riforma della scuola e i tagli che questa dovrebbe portare al mondo dell’istruzione pubblica. La protesta veronese è inserita all’interno della cosiddetta giornata mondiale per il diritto allo studio, che ha visto scendere in piazza, oltre agli studenti scaligeri, anche quelli altre 100 città italiane. Compatto il mondo dell’istruzione contro il Ddl messo a punto dal ministro Mariastella Gelmini che dovrebbe tornare alla Camera entro fine novembre, sempre che l’attuale Governo sia ancora in piedi.

Le manifestazioni di oggi, compreso quella che ha attraversato Verona dalla stazione di Porta Nuova fino a piazza Bra, sono state organizzate dalla Rete degli studenti e dall’Unione degli universitari e sono il culmine di una serie di sit-in, mobilitazioni e occupazioni che da settimane si svolgono intorno agli Atenei universitari, ma anche nelle scuole superiori. Il punto cardine della protesta, la fatidica goccia che ha fatto travasare il vaso, è l’aumento dei fondi destinati alle scuole private, approvato nell’ultimo maxiemendamento. Una scelta, quella presa del Governo, tocca sul vivo il mondo dell’istruzione che teme ulteriori tagli alla scuola pubblica.


Il corteo, partito questa mattina verso le 9 da Piazzale 25 aprile, si è sviluppato prima lungo via Città di Nimes, poi ha attraversato via Valverde sfociando in piazza Pradaval e da li in Corso Porta Nuova. Qui si sono aggiunti altri studenti rinfoltendo i ranghi. Ultima tappa del corteo è stata piazza Bra, nella quale gli studenti hanno occupato lo spazio davanti a palazzo Barbieri, del quale hanno anche bloccato la scalinata.

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