Incidenti stradali San Giovanni Lupatoto / Via Cà Nova Zampieri

Veronese risarcita quasi otto anni dopo l'incidente in cui è rimasta invalida

Il sinistro è avvenuto nel 2013 e da allora la compagnia assicurativa non aveva pagato nulla alla donna, che si è vista riconoscere le proprie ragioni in tribunale, ottenendo quasi 2 milioni di euro e la copertura delle spese legali

Il luogo dell'incidente in cui la donna veronese è rimasta invalida

Dal 14 maggio 2013 al 2 aprile 2021 sono passati quasi otto anni. Quasi otto anni per ottenere un maxi-risarcimento da parte dell'assicuazione.
Un risarcimento dovuto, perché quando non vi è certezza del conducente di un veicolo incidentato le testimonianze dei soccorritori e la consulenza tecnica sono elementi decisivi. E decisivi lo sono stati per la sentenza emessa dalla giudice del Tribunale di Milano Ada Favarolo, la quale ha messo un punto sulla disputa legale tra una compagnia assicuratrice ed una trentaseienne veronese.
La donna è rimasta invalida in seguito ad un drammatico incidente stradale in moto e, grazie all'assistenza di Giesse Risarcimento Danni, si è vista riconoscere le proprie ragioni in aula. La giudice ha infatti ordinato alla compagnia assicurativa il pagamento di un risarcimento di quasi 2 milioni di euro e delle spese legali.

L'INCIDENTE STRADALE

Il 14 maggio 2013, la donna veronese era in sella ad una moto di sua proprietà ma guidata dal compagno. I due stavano percorrendo una strada, in provincia di Trento, quando una manovra azzardata da parte dell'uomo durante un sorpasso portò ad un terribile scontro frontale con un'auto. Nell'impatto, la moto prese fuoco e volò sopra un'altra auto, incendiatasi anch'essa, mentre i due passeggeri della moto finirono sbalzati a diversi metri di distanza.
Ad avere la peggio fu la 36enne, rimasta purtroppo paraplegica, con alcune pesanti menomazioni e l'impossibilità di riprendere l'attività di ristoratrice che conduceva fino al giorno dell'incidente.

IL CONTENZIOSO

Malgrado in qualsiasi incidente stradale il passeggero abbia sempre diritto al risarcimento dei danni (anche quando viene provocato dal conducente del proprio mezzo), la compagnia assicuratrice non ha voluto risarcire la donna, giustificandosi dietro all'incertezza di chi fosse alla guida della moto al momento dell'incidente. Il guidatore, infatti, se responsabile dell’incidente, non ha diritto ad alcun risarcimento, mentre il passeggero sì. Ed instillando il dubbio, l'assicurazione non ha voluto risarcire nessuno dei due.

LA CAUSA CIVILE E LA SENTENZA

L'attività di riscontri da parte dei tecnici e dei periti di Giesse Risarcimento Danni è stata lunga e certosina. Sono state spulciate tutte le prove e le testimonianze raccolte subito dopo l'incidente e sono state messe in mano al giudice una serie di evidenze. Le consulenze tecniche, messe a confronto con il tipo di lesioni riportate dai due motociclisti, hanno potuto ricostruire la posizione dei corpi. E, in aggiunta, sono state portate in tribunale anche le testimonianze dei soccorritori e degli automobilisti coinvolti. Tutte queste prove hanno confermato che alla guida della moto non c'era la donna, ma il suo compagno. E quindi il risarcimento alla 36enne era dovuto, come ha stabilito la giudice Favarolo nella sentenza pubblicata il 2 aprile scorso.

«Si tratta di una sentenza davvero importante - hanno evidenziato Maurizio Cibien e Daniele Andreella di Giesse - Ancora una volta siamo riusciti a tutelare una persona in enorme difficoltà nei confronti di un colosso assicurativo, che a tutt’oggi non aveva incredibilmente pagato un solo euro di risarcimento alla nostra assistita. Troppo spesso, ancora, ravvisiamo tentativi di risarcire al ribasso, senza alcuna tutela per coloro che hanno sofferto danni anche molto gravi. Ma in questo, come in moltissimi altri casi, abbiamo dimostrato che si può comunque ottenere giustizia: questa donna ha dovuto affrontare sfide difficilissime dal punto di vista fisico e psicologico, ma quanto stabilito dal giudice finalmente ha chiarito che il risarcimento del danno era dovuto, premiando la nostra convinzione nel portare avanti le legittime richieste nei confronti dell'assicurazione, grazie anche alle perizie e consulenze che non abbiamo esitato a disporre per assisterla al meglio».

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