L'Imu passa al 5 per mille tra i malumori: "Aliquote basse per i più deboli"

Accolti due emendamenti sul totale dei 500 presentati dall'opposizione: verrà valutato il ritocco della tassa non appena il governo deciderà le nuove misure

Approvata l'Imu in Consiglio comunale, anche tra i serpeggianti malumori dei partecianti alle votazioni. Un'assise difficile quella di ieri, prolungatasi fino a notte fonda, a palazzo Barbieri, ma che comunque fa registrare il successo della Giunta Tosi: con 23 voti favorevoli e 1 contrario, Verona passerà dal 4 al 5 per mille la tassa sulla casa. Accolti dall’amministrazione solo due emendamenti, sul totale degli oltre 500 presentati. Una mole enorme di documenti e richieste era finita nel punto all'ordine del giorno.

Il primo emendamento, presentato dai consiglieri di "Civica per Verona", Massimo Piubello, Giorgio Pasetto e Donatella Bovo, prevede di aggiungere all’aliquota del 3 per mille "i casi in cui nel nucleo familiare vi siano persone non autosufficienti riconosciute, quali le degenze per malattie terminali e patologiche croniche". Il secondo emendamento, presentato dal capogruppo Piubello, prevede poi la diminuzione dell’aliquota dal 7,6 per mille al 6,6 per mille alle unità immobiliari qualificate come "Bottega storica" utilizzate direttamente dal proprietario commerciante o artigiano.

Richiesta sull’ordine del giorno anche dai consiglieri Ciro Maschio, Katia Maria Forte, Gaetano Nicoli, Marco Bacchini e Francesco Spangaro (Civica per Verona) e da parte di Barbara Tosi, della Lega Nord. Sul documento si legge che si invita l'amministrazione "compatibilmente con le norme e le esigenze di bilancio, non appena rese note le nuove norme previste dal Governo, ad adottare le misure necessarie a rivedere le aliquote Imu sulla prima casa, o a prevedere una diversa redistribuzione del carico secondo il reddito ed in modo più favorevole ai cittadini con redditi più bassi o, in alternativa, ad adottare altre misure al fine di alleggerire il carico fiscale complessivo nei confronti dei cittadini e soprattutto delle fasce sociali più deboli". Ora resta da vedere come evolverà la faccenda "Imu" a Roma, dato che il governo appena nominato dal presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta, ne aveva annunciato la sospensione del pagamento per mesi. Decisione che aveva visto il sindaco Flavio Tosi inflessibilmente contrario: "Sospendere i pagamenti - aveva detto qualche giorno fa - sarebbe pericoloso perchè si privano i Comuni di risorse essenziali".

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