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I carabinieri di Peschiera del Garda

I carabinieri di Peschiera del Garda

Imprenditore derubato di 10 mila euro: 49enne arrestato, denunciati un 16enne e una donna

Dopo aver messo in vendita l'auto sul web è stato contattato dall'uomo, che si sarebbe mostrato molto interessato all'acquisto e gli avrebbe chiesto anche la cortesia di cambiargli del denaro

Un 49enne di origine sinti, pregiudicato e residente a Castelnuovo del Garda, le cui iniziali sono B.M., è stato tratto in arresto dai carabinieri della stazione di Peschiera, che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip del tribunale si Verona, in quanto l'uomo è stato ritenuto responsabile di furto aggravato in concorso ai danni di un imprenditore. 

L'auto, il prezzo e il primo incontro

La vicenda si sarebbe svolta a Castelnuovo a settembre, all'interno di un appartamento dove la vittima si era recata per avviare le operazioni preliminari relative alla vendita di un’auto e ricevere contestualmente una caparra.
Infatti, qualche mese prima, aveva pubblicato sul sito internet Autoscout l’annuncio con il quale metteva in vendita la sua auto, una lussuosa Maserati, a cui avrebbero risposto diverse persone, tra queste una particolarmente interessata, che ha contattato telefonicamente l'imprenditore chiedendogli di vedere la macchina. Le due parti quindi avrebbero concordato l'incontro per il giorno successivo a Castelnuovo e all'appuntamento l'acquirente si sarebbe presentato insieme al presunto figlio, mostrandosi sempre molto interessato al mezzo. In questa occasione, forse per colpire positivamente la vittima, l'acquirente avrebbe affermato di avere origini russe e che si trovava in Italia in quanto proprietario di alcune ville e sale slot. La trattativa poi sarebbe andata avanti e i due avrebbero fissato un nuovo incontro per il giorno successivo, sempre a Castelnuovo ma questa volta presso l’abitazione dell’acquirente, per dare il via alla compravendita dopo aver stabilito un prezzo di 37 mila euro. 
Per il pagamento l'acquirente avrebbe chiesto di suddividere la cifra e possibilmente pagare con denaro contante, ma l'imprenditore avrebbe invece precisato che al massimo poteva ricevere soltanto un anticipo in contanti, ma la parte restante della cifra sarebbe dovuta essere versata esclusivamente mediante assegno circolare. Concordata quindi una caparra di 17 mila euro i contanti, mentre i restanti 20 mila sarebbero stati pagati con assegno al momento del passaggio. L'acquirente inoltre, essendo a suo dire proprietario di una sala slot, avrebbe confessato la necessità di cambiare delle banconote di piccolo taglio pari a 10 mila euro e avrebbe quindi proposto l'operazione all'imprenditore da effettuare sempre durante l'incontro concordato. Quest’ultimo, verosimilmente rassicurato anche dal vivo interesse mostrato dall’uomo nel voler concludere l’acquisto dell’auto, avrebbe accettato di fargli questa cortesia.

Il secondo incontro e il denaro

Come da accordi, il giorno successivo l'imprenditore si sarebbe recato presso l'abitazione, dove sarebbe stato accolto dall'acquirente insieme ad un ragazzo e ad una donna. Mentre maneggiava la documentazione della stipula della scrittura privata relativa alla vendita della vettura, l’acquirente avrebbe chiesto se avesse portato con sé anche il denaro da cambiare. La vittima, istintivamente, lo avrebbe estratto dalla valigetta e appoggiato su un tavolo davanti a sé ma, quasi in una frazione di secondo, mentre rispondeva alla donna che continuava a chiedergli se volesse del caffè o dell’acqua, si sarebbe accorto con la coda dell’occhio che l’uomo, dopo aver afferrato il denaro, fulmineamente si è diretto verso la porta dell’appartamento, allontanandosi.
Allarmato, avrebbe chiesto lumi alla donna e al ragazzo rimasti in casa, i quali avrebbero provato a rassicurarlo, spiegandogli che il loro congiunto era andato a prendere i contanti che gli avrebbe poi consegnato come caparra per l’acquisto dell’auto.

La chiamata ai carabinieri

Poco dopo il ragazo avrebbe ricevuto una telefonata da parte di suo padre, che gli avrebbe detto di informare l'imprenditore di aver avuto un imprevisto e che doveva raggiungerlo in un noto centro commerciale della zona per riscuotere la somma pattuita come caparra. Ipotizzando di essere stato derubato, l'uomo ha però deciso di chiamare i carabinieri e di attenderli nei pressi dell'abitazione. Giunti sul posto e ragguagliati su quanto accaduto, i militari hanno bussato alla porta della casa in questione, dove ad aprire loro c'erano la donna ed il ragazzo, che si sono poi accomodati sul divano negando alle forze dell'ordine di aver mai visto prima la vittima.
L'imprenditore allora si è allontanato dal luogo insieme agli operatori, dopodiché sarebbe stato raggiunto telefonicamente più volte dall'acquirente per chiedergli di non andare via, in quanto stava per tornare per consegnargli i soldi della caparra: attesa però vana, dal momento che i presenti sono rimasti lì fino a tarda serata senza veder arrivare nessuno. 

Denuncia e arresto

Una volta ricevuta la denuncia, i carabinieri della stazione di Peschiera del Garda hanno avviato una serie di accertamenti che avrebbero consentito di identificare, senza ombra di dubbio, in B.M. l’autore del furto di denaro e di ricostruire il ruolo della donna che avrebbe preso parte al piano criminale, oltre a quello del ragazzo, un giovane di 16 anni la cui condotta è stata denunciata alla Procura della Repubblica dei Minori di Venezia.
Le indagini dei militari avrebbe permesso di dimostrare che che i tre erano dedito alla commissione di reati di questo genere, come loro vera e propria mansione, dal momento che non risulta abbiano mai svolto alcuna attività lavorativa. B.M. inoltre, soltanto tre giorni prima, si trovava ai domiciliari. 
I gravi indizi di colpevolezza raccolti dai carabinieri hanno consentito, quindi, l’emissione del provvedimento cautelare a carico di B.M. che, una volta tratto in arresto, è stato condotto presso il carcere di Montorio a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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