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Il clan di Secondigliano invade il lago di Garda

Il clan di Secondigliano invade il lago di Garda

Il clan di Secondigliano invade il lago di Garda

La Dia di Padova ha arrestato due camorristi accusati di usura ed estorisione

La Dia di Padova, all’alba di ieri, ha messo in atto l'operazione denominata “Benaco”, che ha consentito di bloccare alcune attività usurarie ed estorsive ai danni di commercianti del Lago di Garda.

L’operazione ha portato all’emissione, da parte del Gip del Tribunale di Verona su indagini della Dia coordinate dalla Procura della Repubblica scaligera, di tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di indiziati di appartenenza al clan camorristico Licciardi, inserito nella cosiddetta “Alleanza di Secondigliano”.
Sono stati arrestati Ciro Cardo ed Egidio Longo, mentre un’altra persona è ancora ricercata.

I destinatari dei provvedimenti restrittivi sono accusati di molteplici delitti in provincia, tra cui usura aggravata, estorsione, lesioni personali gravi, esercizio abusivo dell'attività finanziaria e impiego di denaro di provenienza illecita. Le indagini sono partite da Ciro Cardo, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, cognato del capoclan Pietro Licciardi, detenuto in regime di 41 bis, e di Vincenzo Pernice, tesoriere del clan Licciardi e recentemente deceduto.


L'operazione “Benaco” ha portato anche alla confisca di un patrimonio immobiliare del valore di oltre 3 milioni di euro nel quale erano stati reinvestiti i proventi dell'attività criminale.

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