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Aprono valigie nelle stive per rubare, dipendenti delle coop nei guai

Grossa operazione con 86 indagati e 108 casi denunciati che parte da Lamezia Terme per finire anche al Catullo: in quattro avevano frugato per rivendere materiale prezioso

Forse qualcuno ci aveva già pensato, ma loro hanno colpito. Più volte, nelle stive degli aerei. Per nulla sorvegliate da telecamere o vigilanza. Almeno fino a quando, dopo le diverse denunce arrivate alla polizia, l'aeroporto non ha deciso di installare un piccolo sistema di videosorveglianza, ad uso e consumo delle Forze dell'ordine. Succede all'aeroporto di Lamezia Terma con aerei che però facevano scalo anche al Catullo di Villafranca. E nei guai, come responsabili delle razzìe, ci sono finiti anche quattro dipendenti delle coop in servizio proprio a Verona. Sarebbero quattro, come segnala l'Arena, i casi di furto risalenti all'estate dell'anno scorso ed emersi solo ora. Ma le indagini, partite dalla Procura calabrese, potrebbero portare anche più lontano: in tutto, finora, sono state indagate 86 persone per un totale di 108 furti.

Del Catullo si occupavano quattro dipendenti sui trent'anni: tre residenti in provincia di Verona e uno nel Vicentino. Su di loro sono piovute le accuse di aver aperto una decina di valigie in cerca di oggetti preziosi come gioielli e materiale tecnologico o facilmente piazzali sul mercato, come cosmetici e vestiti firmati. In due casi, tuttavia, se n'erano andati con poco più che "un contentino": qualche profumo e deodorante. Fatto sta che ora dovranno presentarsi in caserma ogni giorno, fino all'udienza preliminare fissata per domani. L'accusa è di tentato furto e furto.

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