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False regolarizzazioni a clandestini, in manette

False regolarizzazioni a clandestini, in manette

False regolarizzazioni a clandestini, in manette

Arrestati due soci che promettevano il buon esito delle pratiche grazie alla sanatoria per le colf

Sfruttavano la disperazione di cittadini stranieri clandestini e promettevano loro una possibile regolarizzazione. Intascando laute somme di denaro per un servizio che in realtà non esisteva. La compagnia della guardia di finanza di Legnago, capitanata dal comandante Francesco Riggio, ha arrestato Lorenzo Lucchiari e Nouredine Ferrari, cittadino di origine marocchina. Entrambi sono 43enni e risiedono a Legnago.

Con l'entrata in vigore della sanatoria per colf e badanti nell'agosto del 2009 i due avevano aperto un'agenzia di intermediazione di affari nel loro paese, in via Pio X, accreditandosi allo sportello immigrazione della prefettura per poter fornire le domande di regolarizzazione. In verità loro così prendevano nella rete criminale cittadini clandestini che pensavano di essere stati baciati dalla fortuna. Cinquemila euro, millantava Lucchiari, e la pratica venica portata a termine. I due, infatti, fornivano un "servizio completo": procacciavano finti datori di lavoro (per questo trentasette persone sono ora indagate dalle Fiamme Gialle), predisponevano la documentazione amministrativa da presentare alla prefettura e falsificavano i modelli per le dichiarazioni dei redditi. In questo modo cercavano di ottenere il rilascio dei relativi permessi di soggiorno.

Il pagamento per chi intendesse avvalersi di questo "servizio" era diviso in due tranche: millecinquecento euro subito e tremilacinquecento euro al momento della conclusione dell'iter amministrativo per la regolarizzazione. Gli agenti hanno bloccato quarantasei pratiche e individuato quarantuno datori di lavoro fasulli. Lorenzo Lucchiari è pregiudicato per reati connessi alla droga e alle armi e per lesioni a pubblico ufficiale. Le Fiamme Gialle non hanno sequestrato nessun conto corrente perché il sodalizio criminale stava a debita distanza dalle banche.

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