Cronaca Porto San Pancrazio / Lungadige Galtarossa, 11

Lo «spacciatore imprendibile» di Verona viene arrestato dagli agenti della polizia di Stato

A compiere l'operazione gli agenti della Squadra Mobile della questura scaligera

«Cambiava sempre luoghi e orari dello spaccio, sembrava impossibile beccarlo durante la cessione di dosi. E invece la Squadra Mobile è riuscita ad arrestarlo». Così la questura di Verona riferisce dell'arresto avvenuto martedì 15 giugno ad opera della polizia nei confronti di un cittadino marocchino sulle cui tracce da tempo sarebbero stati gli uomini della sezione per il contrasto al crimine diffuso. L'uomo, un soggetto «pregiudicato e nullafacente», secondo quanto riportato in una nota dalla polizia, grazie ad «una serie di cautele, rimanendo in ombra e mantenendo un profilo basso», sarebbe «riuscito a crearsi una fitta rete di assuntori-acquirenti fidelizzata, nella zona di Santa Lucia e Golosine».

La questura scaligera spiega che «per non destare sospetti il pusher cambiava continuamente i luoghi di incontro con i suoi clienti, convenendo appuntamenti in fasce orarie ed in località sempre diverse». Proprio per questo, gli investigatori spiegano che «hanno dovuto fare ricorso a uno stratagemma per fare improvvisamente irruzione ieri mattina nella sua abitazione». Gli agenti riferiscono di essersi «appostati per diverse ore per sorprendere il marocchino all’atto di uscire di casa», dove poi sarebbero stati trovati «oltre 300 grammi di cocaina, comprese 25 dosi già confezionate, e la somma contante di 2.800 euro» che la polizia ritiene essere«provento dell’attività di spaccio».

«R. A., classe 1966 è un personaggio noto alle forze dell’ordine, - si legge sempre nella comunicazione della questura veronese - per essere stato arrestato in passato sempre per spaccio». Tuttavia, la polizia spiega inoltre che «l’ultima volta in cui è finito in carcere risale a 15 anni fa, era il 2006, motivo per il quale nell’ambiente degli spacciatori era ritenuto un "imprendibile"». Ad ogni modo, la questura di Verona riferisce che infine il cinquantacinquenne «è stato portato in carcere a Montorio su disposizione del Pubblico Ministero dr.ssa Valeria Ardito in attesa della convalida». il dirigente Massimo Sacco spiega che l'arresto dell'uomo in questione, condotto d’iniziativa dalla Squadra Mobile nella flagranza del reato, si inquadra nell'«incessante attività di contrasto del fenomeno dello spaccio di stupefacenti che viene attivamente svolta dalla Squadra Mobile, al fine di sradicare la diffusa rete di spacciatori, quasi tutti di nazionalità straniera, presente a Verona».

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