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Clicca per visualizzare lo screenshot della conversazione tra Dora e la pagina Facebook "Verona Canta Festival" (ora oscurata dal gestore)

Clicca per visualizzare lo screenshot della conversazione tra Dora e la pagina Facebook "Verona Canta Festival" (ora oscurata dal gestore)

Vuole cantare a un Festival, ma non può perché "è solo per italiani di fatto"

"Salve, sono una ragazzina di 15 anni, con cittadinanza italiana, nata a Verona (e residente)", inizia così il messsaggio di Dora, giovane con la passione del canto che avrebbe semplicemente voluto partecipare al concorso canoro "Canta Verona Festival"

Sta facendo il giro del web ed è ormai un caso dalla risonanza mediatica nazionale la storia di una giovane ragazzina a tutti gli effetti veronese, nata a Verona e residente in provincia, la quale avendo la passione del canto ha provato ad iscriversi al concorso canoro Canta Verona Festival, ricevendo come risposta un secco diniego. La motivazione? Stando a quanto ben si evince anche dagli screenshot della conversazione avvenuta su Facebook tra Dora B. A. e S.P. il gestore della pagina, nonché organizzatore del concorso canoro, la 15enne non sarebbe abbastanza italiana per poter partecipare: «Non accetto stranieri. Italiani si nasce non si diventa e si nasce da genitori italiani...io la penso così ed è riservato ad esclusivamente (sic) italiani di fatto».

Il fatto è che Dora risulta essere italiana, nata e cresciuta nel Veronese come lei stessa ha provato educatamente a spiegare al suo interlocutore, ha concluso il ginnasio e deve frequentare la terza liceo classico a Verona. Ciò che dunque può aver forse gettato nel dubbio l'organizzatore del concorso canoro è probabilmente il colore della pelle della stessa Dora, la quale, ebbene sì, è una ragazzina nera. Così ha raccontato quello che la stessa giovane definisce essere stato un "episodio di razzismo": «Sono una ragazza di 15 anni con cittadinanza italiana, nata a Verona (e residente). Mi piace cantare ed è da tanto tempo che cerco un concorso a cui aderire, ne ho trovato uno nella mia città, ma diciamo che l'organizzatore aveva le sue "idee"».

Questo è stato invece il commento alla vicenda da parte del Circolo Pink di Verona: «Altra notizia di questa calda estate razzista. Questa arriva da "Canta Verona Festival". Dora ha tentato di iscriversi ma è stata rifiutata perchè non è italiana al 100%. Per l'organizzatore del Festival essere nate in Italia e la cittadinanza non sono sufficienti per essere veri italiani. Chissà cosa ne pensa la famosa giuria del festival?».

L'articolo 3 della nostra Costituzione recita così: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Sembra incredibile dover raccontare nel 2017 vicende simili, eppure purtroppo quella di Dora non è l'unica storia di questo tipo. A lei va senz'altro riconosciuto il merito di aver trovato la forza di denunciare quello che è a tutti gli effetti un sopruso di estrema gravità. Il tutto anche grazie all'aiuto del fratello maggiore, ingegnere 24enne che ha già fatto sapere inoltrerà una denuncia per "discriminazione". L'organizzatore del concorso Canta Verona Festival (evento che non si svolge peraltro più) S.P., è stato in queste ore raggiunto al telefono da La Repubblica e ha provato a difendersi così:

«Ho 42 anni, faccio questo mestiere da 24. Non sono razzista, la mia ragazza è straniera e ho amici di ogni nazionalità. Mi rendo conto di aver sbagliato a scrivere quelle cose, ma non sapevo con chi avessi realmente a che fare. Credevo fosse uno scherzo, una provocazione. Comunque, quella è la mia opinione, non credo di aver commesso un reato. E invece qui mi rovino la vita».

L'organizzatore del concorso canoro S.P. avrà anche una ragazza straniera come compagna e non sarà razzista così come afferma, eppure sul suo profilo Facebook nel campo "orientamento politico" compare esplicito il riferimento al fascismo. Non abbiamo avuto il piacere di assistervi direttamente, ma il consiglio che ci sentiamo di dare, alla luce di questo spiacevole episodio, è quello di riproporre al Teatro Camploy, in via del tutto eccezionale, lo spettacolo ideato dal docente di Teatro del Liceo Maffei di Verona "Il ponte degli infiniti arrivi", presentato per l'appuntamento di fine anno che tradizionalmente raccoglie moltissimi studenti della più prestigiosa scuola veronese e al quale la stessa Dora aveva preso parte in qualità di attrice nel maggio scorso (vedi locandina in basso). Chissà che tra il pubblico, del tutto casualmente, durante un'eventuale replica speciale non capiti anche chi organizzava il Canta Verona Festival, e chissà che magari una sana catarsi non lo aiuti a comprendere meglio la complessità delle dinamiche del mondo contemporaneo.

locandina

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