Cronaca Centro storico / Via Giuseppe Mazzini

Lotta al degrado urbano nel Centro Storico: fermare lo "street food"

La presidente della Prima Circoscrizione Daniela Drudi ha lanciato il suo appello contro il fenomeno dello "street food" nel Centro di Verona. Sono troppi, a sua detta, i locali che vendono cibo d'asporto e troppe le persone che lo consumano per le vie cittadine

Guerra ai patatari, agli hamburger, ai Kebab e alle gelaterie nel Centro Storico di Verona. Sono troppi i locali esistenti a vendere alimenti in prevalenza d'asporto e sono troppe le persone che ne usufruiscono, cibandosi poi per le vie interne della città. Il tutto a detrimento del decoro urbano, messo a dura prova da salsine yogourt, ketchup e maionese che imperversano tra le mani e le fauci di turisti a passeggio in via Mazzini o Galleria Pelliciai.

A sollevare il polverone contro il dilagare del cosiddetto "street food" è direttamente la Circoscrizione del Centro, nella persona della sua presidente Daniela Drudi. Come riferito dall'Arena, quest'ultima non ha usato in merito mezzi termini: "La salvaguardia del decoro della città deve passare anche attraverso una pianificazione delle attività commerciali ospitate nel suo salotto più bello. E se è vero che, per effetto della liberalizzazione, per le nuove aperture non è più necessario il permesso del Comune, chiamato solo a giudicarne la regolarità amministrativa, in realtà un'altra arma c'è". Il riferimento sarebbe alla direttiva Bolkenstein in base alla quale è possibile limitare per le città d'arte la liberalizzazione totale in riferimento all'apertura delle attività commerciali. Prosegue la Drudi intervistata dall'Arena: "Nel 2013 avevamo presentato un documento per arginare il fenomeno dei negozi di che distribuivano cibi etnici in centro. Fummo accusati di volerli discriminare in quanto spesso gestiti da persone di origine straniera e tutto si concluse in un nulla di fatto. In realtà, oggi così come allora, l'attenzione è focalizzata su un discorso diverso, mirato alla tutela dell'ambiente".

Sulla questione è intervenuto anche il presidente di Confcommercio Paolo Arena, il quale come riporta dall'Arena ha espresso posizioni non dissimili da quella del presidente della Prima Circoscrizione: "Un obiettivo da perseguire, ora, può essere quello di trovare, entro i limiti e i paletti della direttiva europea Bolkenstein, che non sono pochi, il modo di pianificare almeno in parte le attività nella città antica, e non solo, eventualmente anche con limitazioni sulle nuove aperture. Snaturare con patatine fritte e hamburger l'offerta gastronomica, aprendo a molti altri oltre alle classiche (una o due) catene internazionali di questi cibi, porta a una svalutazione della città. È necessario sostenere e incentivare i risto- ranti e i locali tipici".

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