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Cronaca Peschiera del Garda

Auto vendute ma mai consegnate, per la Procura le truffe sono 30: scattano le manette

Sono stati sequestrati 274.835 euro, una villetta situata a Peschiera del Garda, le quote di 2 società di capitali, 8 orologi di pregio ed alcuni gioielli

La Procura di Verona gli contesta 30 episodi di truffa e l'11 marzo ha dunque emesso l'istanza cui ha fatto seguito, l'11 aprile, l'ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip del tribunale di Verona, eseguita poi dalla guardia di finanza a Roma il giorno successivo, nei confronti di Mauro Gianmoena. 

Le querele delle presunte truffe, spiega la Procura, sono state presentate fra giugno 2022 e gennaio 2024 da altrettanti individui, relativamente alla compravendita di auto usate esercitata dall'individuo a Peschiera del Garda, dietro lo schermo di diverse società. 

Secondo le accuse, il venditore, anche pubblicizzando le vetture sui siti internet, si sarebbe offerto di venderle ad un prezzo vantaggioso, a patto che il pagamento venisse effettuato anticipatamente e con riserva di consegna nei 20 giorni successivi. I veicoli però non sarebbero stati nemmeno nella disponibilità di Gianmoena, in quanto sarebbero stati in suo possesso solo a titolo di noleggio: di conseguenza non sarebbero mai stati consegnati, nonostante il cliente avesse effettuato il pagamento. 
Il gip inoltre, sempre su richiesta del sostituto titolare delle indagini, ha disposto il sequestro per equivalente di una somma di denaro pari ad 274.835 euro, ovvero la somma corrispondente ai proventi delle presunte truffe. 
Le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro una villetta situata a Peschiera del Garda, le quote di 2 società di capitali, 8 orologi di pregio ed alcuni gioielli. 

Accurate e dettagliate, con specifico riferimento agli aspetti finanziari, le indagini sono state svolte nei mesi scorsi, sotto la direzione della Procura, da ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Peschiera, i quali avrebbero accertato che una parte del denaro ottenuto dalle truffe sarebbe stato impiegato nell’attivita commerciale, motivo per cui è stata contestata anche l'accusa di autoriciclaggio. 

AGGIORNAMENTO - Come riferisce il Corriere del Veneto, Gianmoena è stato scarcerato pochi giorni dopo il suo arresto su disposizione del Tribunale del Riesame di Venezia, che ha accolto l’istanza presentata dai legali dell'uomo, Roberto Bussinello e Matteo Destri, dichiarando l’immediata «perdita di efficacia della misura cautelare in atto». L'uomo ha fatto ritorno alla sua abitazione di Peschiera, che rimane sotto sequestro come gli altri beni. 
Secondo i legali dell'indagato non vi sarebbe stata alcuna truffa, e di conseguenza nessun autoriciclaggio, in quanto, sostengono, «nei contratti era espressamente specificato che al momento della compravendita le vetture risultavano in fase di riscatto e non ancora di proprietà del venditore». 

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