Aveva in casa un serra per la cannabis ed 900 grammi di droghe sintetiche

È stato arrestato dai carabinieri di Caprino Veronese. È un 38enne che viveva in una frazione di Rivoli. Il controllo è nato da una segnalazione anonima ed è uno dei più ingenti sequestri di droghe sintetiche del Veronese

La serra che l'arrestato aveva in mansarda

Sembrava una segnalazione uguale alle tante altre raccolte sul territorio dai carabinieri di Caprino Veronese. Ma si è rivelata lo spunto per uno fra i più ingenti sequestri di droghe sintetiche effettuati nella provincia di Verona.

I carabinieri di Caprino giovedì pomeriggio, 1 ottobre, hanno tratto in arresto un giovane italiano, P.E. di 38 anni, che custodiva in casa una serra, munita di lampade e sistema di ventilazione, in cui coltivava piante di cannabis. Oltre a alla serra, i militari hanno trovato anche 30 grammi di infiorescenze, sempre di marijuana, ed oltre 900 grammi di speed, uno stupefacente anfetaminico molto in voga fra i giovanissimi.
Gli investigatori, pochi giorni prima, avevano ricevuto una segnalazione anonima che indicava la zona industriale di Caprino come luogo abituale di spaccio di stupefacenti. E per i carabinieri non è stato difficile risalire a P.E., operaio di una ditta della zona, con piccoli precedenti penali e già segnalato quale assuntore di stupefacenti.
Il 38enne resideva in una piccola frazione sull'Adige del comune di Rivoli Veronese. E giovedì, i carabinieri hanno atteso che terminasse il suo turno di lavoro per fermarlo. P.E. ha ammesso immediatamente di detenere «un po' di marijuana» per uso personale, ed è stato condotto alla sua abitazione per una perquisizione domiciliare. In casa, l'uomo ha simulato una collaborazione, consegnando i trenta grammi di marijuana che aveva in salotto. In questo modo, P.E. sperava che i militari non proseguissero la perquisizione. I carabinieri, però, non si sono accontentati e sono saliti ai piani superiori della casa. Mai, però, avrebbero pensato di avere messo le mani su un sito professionale per la produzione di stupefacenti. Giunti in mansarda, i militari si sono trovati di fronte ad una serra da interni, in materiale tecnico e delle dimensioni di un armadio, con interno riflettente, lampade molto potenti ed un adeguato sistema di ventilazione, ove venivano mantenute le condizioni ideali per la crescita della piante di cannabis, coltivate in grandi vasi rinvenuti all'interno della serra. Ma le sorprese non erano ancora terminate: vicino alla serra i carabinieri hanno trovato diversi sacchetti di polvere bianca che l’uomo ha cercato di far passare per fertilizzante. I militari non si sono fidati ed hanno sottoposto la sostanza a narcotest. L'esito è stato positivo al reagente delle anfetamine. P.E. a questo punto ha ammesso che si trattava di speed, una sostanza stupefacente a base di anfetamine sintetiche e psicostimolanti, generalmente tagliato con sostanze psicotrope come la caffeina, che può essere mangiato, fumato, sniffato o addirittura iniettato.
Lo speed stimola l'attività fisica, comportamentale e la vigilanza, inibisce la sensazione di fame e fatica. Viene frequentemente consumato durante i rave party proprio per ballare tutta la notte. Per il suo prezzo relativamente basso è molto comune fra i giovani, ma è anche molto pericoloso. Overdosi possono provocare danni al sistema cardiocircolatorio, emorragie al cervello o ipertermie fulminanti con conseguenze permanenti.
Il quantitativo complessivamente rinvenuto dai Carabinieri di Caprino Veronese, di oltre 900 grammi, può essere considerato molto ingente, atteso che la dose media per i tossicodipendenti più incalliti non supera il grammo e mezzo al giorno.

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P.E. è stato dichiarato in arresto per coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Dell'arresto è stato informato il pubblico ministero di turno, Carlo Boranga, che ha disposto di condurre l'arrestato al carcere di Montorio in attesa dell'udienza di convalida.
Il gip Marzio Bruno Guidorizzi, all'esito dell'udienza, ha convalidato l'arresto ed applicato la custodia cautelare in carcere.
Le indagini dei carabinieri ora proseguono per individuare i canali di smercio della sostanza e la provenienza della stessa.

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