Un chilo e mezzo di droga dentro l'auto: quattro arresti della polizia a Verona

Si tratta di quattro cittadini nigeriani, solo uno di loro accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, mentre gli altri tre di resistenza a pubblico ufficiale

La droga sequestrata dalla polizia di Verona

Le volanti della questura di Verona, nella giornata di ieri, hanno arrestato quattro cittadini nigeriani, tre con l'accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, uno con quella di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio. Secondo quanto riferito dalla polizia, gli agenti avrebbero inizialmente notato un'auto sospetta nella zona del Porto San Pancrazio, a bordo della quale stavano viaggiando due uomini e due donne, tutti e quattro cittadini nigeriani. 

Una volta fermato il veicolo poco dopo in via Unità di Italia e fatti scendere i suoi occupanti, gli agenti sarebbero stati "travolti" da un intenso odore di marijuana proveniente proprio dall'interno dell'auto appena fermata. Il mezzo è stato dunque svuotato dagli agenti dalle numerose masserizie che trasportava e, all'interno di una valigetta, i poliziotti spiegano di aver trovato diversi involucri contenenti marijuana. Si tratterebbe nel complesso di circa un chilo e mezzo di droga, assieme al quale gli agenti hanno poi sequestrato anche una bilancia, un piccolo panetto di hashish e due rotoli di pellicola, presumibilmente impiegati per il confezionamento della sostanza stupefacente. Oltre a tutto ciò, è stata sequestrata anche una sostanza che dovrà essere ulteriormente analizzata, poiché non è risultata riconoscibile nell'immediato tra le droghe comunemente note.

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Tutta la droga è stata imputata dagli agenti di polizia quale proprietà del cittadino nigeriano I. H., classe '99, in quanto proprio all'interno di quella stessa valigia contenente la marijuana, i poliziotti spiegano di aver trovato anche dei documenti a lui riconducibili. Secondo quanto riferito sempre dalla questura, una delle donne nigeriane presenti all'interno dell'auto fermata dagli agenti, avrebbe poi indicato loro un appartamento situato in Borgo Roma che sarebbe stato il luogo di provenienza proprio della sostanza stupefacente. I poliziotti si sono quindi diretti verso la casa e vi avrebbero così trovato altri due cittadini nigeriani, all'interno delle cui giacche gli agenti spiegano di aver rinvenuto altri due involucri contenenti marijuana.

La perquisizione domiciliare svolta dalla polizia si sarebbe a quel punto estesa nella cantina della casa, dove gli agenti avrebbero quindi scovato un altro cittadino nigeriano, classe '89, sorpreso proprio dai poliziottii mentre sarebbe stato intento a fumare uno spinello. All'interno dell'appartamento, secondo quanto riferito dalla stessa questura scaligera, vi sarebbero stati anche atti di resistenza e violenza nei confronti degli agenti, motivo per il quale i tre cittadini nigeriani sono stati arrestati. L'altro, invece, ritenuto dagli agenti il proprietario effettivo della droga trovata in precedenza sull'auto, è stato a sua volta arrestato, ma in questo caso con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Quest'ultimo è stato poi scoperto essere titolare di un permesso di soggiorno rilasciato dalla questura di Cosenza per motivi umanitari e, tuttavia, ormai scaduto. A loro volta, gli altri tre cittadini nigeriani arrestati erano tutti titolari di permessi di soggiorno rilasciati dalle questure di Padova e di Trento e risultavano essere "richiedenti asilo". 

Nella mattinata di oggi, non senza difficoltà da parte degli agenti di polizia e con l'impiego di ben cinque volanti per tenere a bada le "rimostranze" di tutti i soggetti imputati, i quattro cittadini nigeriani sono stati portati in tribunale. Non essendo stata richiesta la custodia cautelare da parte del Pm, il giudice - che non può applicare una misura più grave rispetto a quella chiesta dal Pubblico ministero - ha ritenuto opportuna l'applicazione dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di due dei quattro arrestati. Gli altri due sono invece stati liberati, in attesa del processo che è stato fissato per il prossimo 20 dicembre.

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