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Alpini in cammino verso Passo Fittanze per omaggiare la memoria dei caduti

Dopo il successo di domenica scorsa sull'Ortigara che ha incassato il plauso dei vertici nazionali dell'Associazione Nazionale Alpini, le Penne Nere tornano in montagna per "fare memoria"

Di nuovo in cammino, sui sentieri di montagna, per "fare memoria". Dopo il commovente pellegrinaggio della scorsa domenica sull'Ortigara, al quale hanno partecipato tutti e duecento i gruppi scaligeri ottenendo i complimenti dei vertici nazionali dell'Associazione Nazionale Alpini, le Penne Nere veronesi sono pronte al nuovo appuntamento con la Storia.

Domenica 16 luglio, saliranno fino a Passo Fittanze per celebrare il 46esimo anniversario dell'inaugurazione del maestoso monumento dedicato agli Alpini e ai Caduti di tutte le guerre. Un pellegrinaggio "intersezionale" che vedrà gli alpini veronesi salire in vetta al fianco dei fratelli trentini delle Bassa Vallagarina, fino a quel punto che, in passato, segnava il confine tra il Regno d'Italia e l'Impero Austroungarico. E proprio come ribadito anche domenica scorsa sulla vetta dell'Ortigara, l'impegno delle Penne Nere rimane quello di portare avanti il ricordo, non come semplice omaggio alla storia fine a se stesso, ma come esempio da seguire nella vita di tutti i giorni per affrontare le sfide quotidiane. L'appuntamento è alle 9.30 con l'alzabandiera e l'ammassamento per poi dare inizio alla sfilata fino al monumento. Dopo il saluto delle autorità, alle 11 sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Zenti, vescovo di Verona, celebrerà la messa al monumento insieme al cappellano della sezione ANA scaligera, don Rino Massella. La manifestazione sarà accompagnata dalla banda cittadina di Grezzana e dal coro La Sengia.
"L'invito, ovviamente, è rivolto a tutti i nostri amici - commenta il presidente sezionale Luciano Bertagnoli -, non occorre essere stati alpini per godere del cielo della Lessinia e abbassare il capo raccogliendosi nella propria intimità di fronte alla memoria di chi ha dato la vita per il proprio Paese e la propria gente".
Impossibile non rivolgere il pensiero a chi ha sacrificato se stesso per la patria di fronte all'imponente monumento voluto in primis dalla gente della Lessinia, già durante la Grande Guerra. Già dal 1917 a Sega di Ala era stato dato inizio al lavoro di gruppi marmorei composti da due leoni accovacciati e dall'Italia avvolta nella bandiera. Poi le difficoltà finanziarie e la viabilità decisamente precaria, lasciarono il progetto in sospeso per anni. Solo nel 1969, quando i leoni erano stati già "prelevati" da più di 20 anni dalle truppe naziste, l'impegno della Comunità della Lessinia con la collaborazione della Comunità del Baldo, del Bima, dei gruppi alpini, delle associazioni combattentistiche e delle amministrazioni di Erbezzo, Ala, Bosco Chiesanuova e Sant'Anna d'Alfaedo fece rinascere l'antico progetto. La realizzazione fu affidata allo scultore Giuseppe Cinetto: una stele di 16 metri d'altezza, inaugurata ufficialmente il 12 settembre del 1971 alla presenza delle più alte autorità civili e militari italiane. Una memoria da onorare al meglio.

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