Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Garda

Allarme "schiuma" sul lago di Garda: Arpav analizza le acque della sponda veronese

In test eseguiti dall'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto rassicurano in parte albergatori e turisti, anche se il problema non si esaurirà a breve

Una serie di prelievi effettuati da Arpav, l´Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto, rassicura turisti e albergatori sulla balneabilità delle acque del Garda: "Le acque della sponda veronese del Garda? Balneabili e sicure, nonostante le schiume".

Le schiume appunto. Quelle però restano e anche i più temerari le guardano piuttosto perplessi. I test sono stati effettuati nel tratto di lago che Peschiera giunge fino a Torri del Benaco, in seguito ad una serie di segnalazioni giunte proprio dai cittadini nell'arco delle ultime settimane. 

"I parametri che abbiamo rilevato sono, come diciamo in gergo, piuttosto mossi, cioè più alti della media stagionale, ma comunque ampiamente entro i limiti imposti dalla normativa per la balneabilità", spiega Giorgio Franzini, responsabile dell´Ufficio lago di Garda del dipartimento Arpav di Verona, alla stampa locale "Si tratta di enterococchi intestinali ed escherichia coli, provenienti dalle fognature, e di fitoplancton e cianobatteri (che conferiscono alle schiume la caratteristica colorazione azzurrognola, ndr), presenti in una concentrazione superiore del 10 per cento rispetto alla media stagionale. La causa? I frequenti e intensi eventi meteorici dei mesi scorsi, che hanno dilavato le strade riversando la sporcizia e i detriti vegetali nel lago, dove hanno iniziato a marcire provocando le schiume, e che hanno causato la fuoriuscita di liquami dalle fognature, non più in grado di contenere tutta quell´acqua piovana". 

Il problema quindi pare destinato a risolversi da solo, anche se itempi non saranno brevi: "Anche se con tempi lunghi e con la probabilità di ricomparire al ripresentarsi delle cause, cioè delle piogge, soprattutto nei punti di accumulo o con poco ricambio d´acqua, nel basso lago e in generale nei porti. E una volta che dovesse esaurirsi il contributo esterno, quello meteorico, ci saranno le fioriture algali e il periodo delle alghe morte da 'smaltire'. Insomma, per questa stagione alle schiume dovremo abituarci, sapendo però che non comportano conseguenze per la salute umana". 

Uno deu fattori che aveva fatto scattare l'allarme era però la moria di pesci: "Si è trattato di una epidemia, non derivante comunque da agenti patogeni che possono danneggiare l´uomo. Si estinguerà da sola, l´unica cosa che possiamo fare è contenere e limitare i danni: in questo senso si stanno già muovendo i singoli Comuni".

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