Bacanal del Gnoco e polemiche, si riaccende lo scontro Bacciga-Non una di meno

Critiche dalle attiviste di "Non una di meno - Verona" per alcuni slogan apparsi su un carro della sfilata e al consigliere comunale Andrea Bacciga travestitosi da "ancella"

Gli slogan criticati dal movimento Non una di meno Verona apparsi su un carro del Venerdì Gnocolar - ph Facebook Non una di meno Verona

Non sono mancate le polemiche anche in questa edizione numero 489 del Bacanal del Gnoco a Verona. A far discutere sono state alcune scritte comparse su almeno uno dei carri che hanno partecipato alla grande sfilata del "Venerdì Gnocolar". A sollevare il tema, nella fattispecie, sono state le attiviste di Non una di meno che hanno parlato di «slogan razzisti come "stop immigrazione"» immortalati sulle facciate dei carri e «che passano davanti ai bambini e alle bambine». 

Al centro delle critiche anche il consigliere Andrea Bacciga, già protagonista in passato del controverso episodio in Consiglio comunale, dove a detta delle attiviste di Non una di meno ed altri consiglieri comunali, avrebbe rivolto alle stesse attiviste «il saluto fascista», e che per il carnevale quest'anno ha deciso (provocatoriamente?) di travestirsi «proprio da ancella», vale a dire lo stesso camouflage  scelto al tempo dalle attiviste per protestare contro le cosiddette «mozioni anti-aborto» discusse in Comune. Sul suo profilo Facebook di privato cittadino, Andrea Bacciga ha pubblicato una foto da piazza San Zeno con didascalia l'eloquente frase «stato di venerdì gnocolar permanente. Non una birra di meno». 

La replica "politica" del diretto interessato è invece arrivata dal profilo Facebook ufficiale del consigliere comunale "Andrea Bacciga detto Barzi per Verona", dove sull'argomento è possibile leggere quanto segue:

«Sono stato criticato dalle Lady Oscar, poiché ho osato indossare il vestito da ancella, il venerdì gnocolar, durante la sfilata dei carri. Ma per voi qual è la normalità: vestirsi da ancella in un luogo istituzionale durante il Consiglio comunale o a carnevale?».

Persino lo stesso "Papà del Gnoco" è finito nel mirino di Non una di meno, le cui attiviste ritengono che «la maschera storica di Verona», quest'anno impersonata da Franz Gambale, sia «vicino ai movimenti dell'estrema destra locale».

«Quest'anno, - spiegano in una nota le attiviste di Non una di meno - oltre a Gambale si era candidato Sebastiano Ridolfi, che tra le altre cose è un attivista Lgbti e che proprio per questo è stato attaccato con dichiarazioni omofobe anche da parte di importanti dirigenti locali.

Tutte le destre locali si sono schierate contro di lui, compresa Fortezza Europa, movimento nato da Forza Nuova che si rifà a "Festung Europa", il termine impiegato dalla propaganda del Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale per indicare l’Europa nazista».

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La locandina di un evento promosso da Fortezza Europa Verona dedicato al Bacanal del Gnoco

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