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Niente guardia medica turistica sul Garda e in Lessinia. «Servono soluzioni alternative»

Il servizio non sarà attivato questa estate. Federalberghi Garda Veneto suggerisce la telemedicina. E la consigliera del PD Bigon si chiede perché i bandi per reperire i professionisti siano andati sempre deserti

Anche in questa stagione non verrà attivata la guardia medica turistica sul Lago di Garda e in Lessinia. Un problema non trascurabile per la seconda destinazione in Veneto per numero di presenze (circa 10 milioni ogni anno), che deve trovare una soluzione. Lo chiedono gli albergatori gardesani, che dall'anno scorso propongono la telemedicina. E lo chiede anche la consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon.

È passato un anno dalla presentazione da parte di Federlberghi Garda Veneto di un nuovo servizio di assistenza medica online in italiano e inglese: il progetto Mediphonica dell’azienda veronese Avanguardia Medica. Per l'associazione degli albergatori del Lago di Garda veronese questa potrebbe essere una soluzione alla mancata attivazione della guardia medica turistica.
Mediphonica è l'unico centro di assistenza medica gestito e strutturato in modo che il paziente entri immediatamente in contatto con un medico del team, con possibilità di attivare videochiamate con smartphone o tablet h24. Inoltre, dove necessario, offre la possibilità di follow up e di prescrizione di farmaci. E per le emergenze più gravi, c'è anche l'invio dell’ambulanza attraverso il coordinamento di Avanguardia Medica. Un sistema che consente una gestione quanto più possibile autonoma del malessere da parte dell’utente, in particolare straniero, che trova così una risposta immediata alle sue esigenze di salute ed evita viaggi non necessari verso realtà ospedaliere e pronto soccorsi, con conseguenti lunghe attese e affollamenti. Questo genera un beneficio anche per la collettività e la popolazione residente, oltre che per le strutture ospedaliere stesse che vengono sgravate da accessi impropri.
Nel circuito Federalberghi e sul territorio, l'associazione gardesana è stata la prima a proporre questo tipo di servizio, oltre all'attivazione di una convenzione con l'ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda e la collaborazione con le amministrazioni comunali di Garda e di Torri del Benaco per fornire strumenti di contenimento, monitoraggio e gestione della pandemia da Covid-19.

«Non riuscire ad offrire al turista un contatto immediato a tutela della propria salute non è un bel biglietto da visita - ha commentato il direttore di Federalberghi Garda Veneto Mattia Boschelli - La telemedicina, invece, permette di avere un medico h24 in due lingue e quindi coprire un servizio necessario, per più tempo e probabilmente a minor costo. È un servizio che forse non siamo ancora abituati a utilizzare: va seguito e compreso nelle sue molte potenzialità, anche in chiave di promozione della destinazione e può offrire una reale e concreta soluzione alla carenza di camici bianchi sul nostro territorio. Speriamo che i Comuni e l'Ulss possano intraprendere questa strada».

E la mancata attivazione della guardia medica turistica è stata giustificata dall'Ulss dai bandi di ricerca dei professionisti che avrebbero dovuto coprire quel ruolo. Bandi che sono andati deserti. Una motivazione che non allevia lo sconcerto della consigliera regionale Bigon, che ha commentato: «Bisogna essere chiari ed analizzare le motivazioni. Quali erano le condizioni di questi bandi, compreso il pagamento proposto? Dettagli non irrilevanti da capire, visto che è ormai consolidata la tendenza ad una fuga dei sanitari dal Veneto e dal Veronese, con percentuali doppie rispetto alla media nazionale. Ad ogni modo, se i bandi sono andati deserti, era ed è indispensabile trovare immediatamente delle soluzioni alternative o addirittura in continuità con servizi già attivi da tempo. Altrimenti i turisti saranno completamente abbandonati a loro stessi, con danno anche per la stessa economia di settore».

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