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Consiglieri regionali con il piccolo Marco, lettera al Tribunale dei Minori

Ha commosso tutta Verona la storia del bambino di tre anni tolto dall'affido di una famiglia e che rischia ora di passare le festività natalizie in un istituto per l'adozione

(Foto di repertorio)

«Con Marco e per Marco: non ci sono alternative». Il consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi ha sollevato il caso del piccolo Marco (nome di fantasia) ed ha trovato tantissima solidarietà, anche tra i colleghi del consiglio regionale del Veneto.

Marco è un bambino di tre anni che nel giorno di Santa Lucia è stato tolto dalla famiglia a cui era stato dato in affidamento nel Veronese e spostato in un istituto in attesa di adozione. Il piccolo rischia ora di passare le feste lontano dalla famiglia affidataria e anche da quei nonni che tanto vorrebbero prendersi cura di lui, adottandolo. Proprio la battaglia dei nonni viene sostenuta da tutta Verona, con le istituzioni che hanno dimostrato la loro vicinanza e anche con dimostrazioni di solidarietà dal basso, con manifesti con la scritta «Io sto con Marco» esposti da alcuni negozi del centro storico.

Per questo anche i consiglieri regionali hanno voluto muoversi e hanno voluto scrivere una lettera alla presidente del Tribunale dei Minori di Venezia Maria Teresa Rossi. A firmarla sono i consiglieri Alessandro Montagnoli, Manuel Brusco, Stefano Casali, Massimo Giorgetti, Giovanna Negro, Orietta Salemi e Stefano Valdegamberi. Un'iniziativa dunque trasversale, che tocca schieramenti politici anche contrapposti.

Il bimbo che da anni e senza alcuna problematicità viveva con una coppia di genitori affidatari, il giorno di Santa Lucia sarebbe stato costretto ad un trasloco in comunità, dovendo lasciare così il nucleo familiare che l'aveva accolto in affido in via temporanea, pronto ad adottarlo nel caso in cui i nonni materni non fossero stati in grado di provvedere - scrivono i consiglieri regionali - Il caso è noto e ha suscitato clamore e commozione nella città scaligera. Nonostante la gestione del bambino, a quanto noto, non presentasse alcuna criticità, non appaiono chiare le ragioni per le quali a meno di un mese dal ricorso in Appello contro la sentenza di primo grado che ha dichiarato il bambino idoneo ad essere dato in adozione, il piccolo sia stato trasferito presso un istituto.

La lettera si conclude chiedendo «anche a fronte delle imminenti festività natalizie, la possibilità di valutare nell'ambito delle proprie competenze, il riesame degli atti e delle ragioni che hanno condotto al trasferimento del bambino in comunità in attesa di capire quale sarà l'esito del ricorso in Appello».

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