Prima il boicottaggio, poi la manifestazione contro Polunin in Arena

Potere al Popolo, Circolo Pink , Verona Pride e Arcigay chiedono di non comprare i biglietti dell'evento del 26 agosto, giorno in cui hanno organizzato un contro-spettacolo proprio in piazza Bra

Polunin (Foto: Fabio Benato)

È passata ad un livello superiore la protesta contro la prima mondiale di «Giulietta e Romeo», spettacolo di danza che vede come protagonista Sergei Polunin. Una protesta nata sia per le posizioni del ballerino ucraino, definite sessiste ed omofobe, sia per la mancanza di un corpo stabile di ballo all'interno di Fondazione Arena. Il corpo di ballo, infatti, era stato tagliato durante il commissariamento e ad oggi nessuna promessa di rigenerazione di gruppo stabile di ballerini a Verona è stata mantenuta.

La contestazione si era manifestata con una serie di cartelli appesi alle varie pubblicità dell'evento che si svolgerà il prossimo 26 agosto, in Arena. E dai cartelli, ora si è passati al boicottaggio dello spettacolo, sostenuto da partiti ed associazioni come Potere al Popolo Verona, Circolo Pink Verona, Comitato Verona Pride e Pianeta Milk Arcigay Verona. L'invito, dunque, è quello di non acquistare i biglietti per compiere «un gesto politico di resistenza contro sessismo e omofobia, contro chi parla di "inversione di ruoli", contro chi incita i maschi ad essere "lupi, leoni e capi della famiglia", contro chi predica la sua "totale identificazione" con Vladimir Putin. Polunin, per questi motivi, è stato allontanano dal Teatro dell'Opera di Parigi, mentre Verona lo accoglierà tra elogi ed onori istituzionali, nonostante stia faticando ad attrarre pubblico e stia svendendo lo spettacolo con vendite promozionale. Verona, tra l'altro, ha un realtà importante come l'Arena ma non ha un corpo di ballo stabile».

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Ma, oltre al boicottaggio, Potere al Popolo, Circolo Pink, Verona Pride e Arcigay Verona hanno anche organizzata un contro-spettacolo, una manifestazione che si terrà proprio nel giorno dell'evento di Polunin, il 26 agosto, alle 18, al di fuori dell'Arena. «Scendiamo in piazza per riaffermare l'esigenza di una cultura accessibile a tutte e tutti, pubblica, in cui sia garantita una vita dignitosa a chi lavora - scrivono gli organizzatori - Scendiamo in piazza per pretendere che sia ristabilito il corpo di ballo areniano. Scendiamo in piazza per condannare la presenza di un artista che propaganda idee omofobe e sessiste, offendendo i tanti artisti che ogni giorno danno valore a questo mondo».

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