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Allerta Pm10: blocco diesel Euro 4 prorogato al 1° marzo a Verona e in altri 15 Comuni

Restano alti i valori delle polveri sottili in città e la misura scattata lunedì scorso dunque resterà in vigore fino alla fine del prossimo mese. «La nostra situazione è in linea con il resto della nostra provincia», ha detto il sindaco Sboarina

Resta in vigore fino a lunedì 1° marzo compreso il divieto di circolazione per tutti i diesel euro 4 privati dalle 8.30 alle 18.30. Il perdurare dell'alta pressione che sta interessando tutta la Pianura Padana, avrebbe contribuito a mantenere alti i valori di Pm10 in città oltre il limite consentito.

Il Comune di Verona rimane quindi per altri 4 giorni nel livello di allerta 1 – arancio, scattato lo scorso lunedì 23 febbraio.
Vengono quindi mantenute le misure stabilite dall'Accordo di Bacino Padano, che permangono anche negli altri capoluoghi del Veneto, esclusa Venezia (che torna in allerta verde) e Belluno. Restano in allerta arancio anche gli altri Comuni dell'agglomerato di Verona, ovvero Bussolengo, Buttapietra, Castel D'Azzano, Fumane, Grezzana, Lavagno, Mezzane di Sotto, Negrar, Pescantina, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, San Pietro in Cariano, Sommacampagna, Sona, Villafranca.
Il Comune di Verona, e più in generale la Regione Veneto, conferma l'andamento di Piemonte e Lombardia. Peggiore la situazione in Emilia, dove le Pm10 hanno superato la soglia consentita in quasi tutto il territorio.

La stazione fissa al Giarol Grande ha registrato il superamento del valore limite giornaliero di PM10 fissato a 50 microgrammi/metro cubo per 6 giorni consecutivi (lunedì 22 febbraio la concentrazione di Pm10 era pari a 59 microgr/mc, martedì 23 febbraio 67 microgr/mc, mercoledì 24 febbraio 70 microgr/mc, giovedì 25 febbraio microgr/mc 95).

Il provvedimento si aggiunge alle misure preventive antismog già in vigore sul territorio comunale: il divieto di circolazione, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, per i veicoli benzina euro 0 e 1 e per i veicoli diesel fino agli euro 3; divieto di utilizzare generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo), aventi prestazioni energetiche ed emissive che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 3 stelle; divieto di spandimento di liquami zootecnici.

«Il bel tempo di questi giorni purtroppo non è alleato della qualità dell'aria - afferma l'assessore all'Ambiente Ilaria Segala-. La nostra situazione è in linea con il resto della nostra provincia e con le altre regioni che aderiscono all'Accordo di Bacino Padano, come Piemonte e Lombardia, e tuttavia è migliore che in Emilia Romagna, dove le Pm10 hanno superato la soglia minima in quasi tutto il territorio regionale. Ricordo che questo è lo sforamento più tardivo registrato negli ultimi quattro inverni, segno che gli interventi strutturali attuati dall'Amministrazione a partire dal 2018 cominciano a dare i propri frutti. Il margine su cui lavorare è ancora ampio, dopo esserci concentrati per ridurre l'inquinamento dei mezzi di trasporto adesso è arrivato il momento di agire anche sugli impianti di riscaldamento. Pertanto le prossime azioni saranno concentrate a mitigare questo problema. Di recente abbiamo interpellato anche la Regione, chiedendo maggiori risorse e soprattutto specifiche per queste tematiche. Ciò di cui veramente abbiamo bisogno sono misure definitive e durature, come l'efficientamento energetico degli edifici, incentivi per il rinnovamento degli impianti termici».

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