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Allerta inquinamento nel Veronese: scatta il blocco diesel Euro 4 in città e 15 comuni

Dal 23 al 25 febbraio compreso, dalle 8.30 alle 18.30, sarà in vigore il divieto nel capoluogo scaligero e non solo, in quanto è stato raggiunto il livello di allerta 1 – arancio per il superamento di Pm10

Da domani, martedì 23 a giovedì 25 febbraio compreso, scatta per tutti i diesel euro 4 privati il divieto di circolazione dalle 8.30 alle 18.30. Con il contributo dell'alta pressione che sta interessando tutta la Pianura Padana, infatti, è stato raggiunto il livello di allerta 1 – arancio per il superamento di Pm10 in città.

Per il Comune di Verona si tratta del primo provvedimento di limitazione del traffico adottato dal 1° ottobre 2020. Misure stabilite dall'Accordo di Bacino Padano che da martedì scatteranno anche negli altri capoluoghi del Veneto, escluso Belluno. E quindi arancio a Venezia, Treviso, Padova, Vicenza e Rovigo. Per quanto riguarda l'agglomerato di Verona, gli altri Comuni interessati dall'allerta arancio sono Bussolengo, Buttapietra, Castel D'Azzano, Fumane, Grezzana, Lavagno, Mezzane di Sotto, Negrar, Pescantina, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, San Pietro in Cariano, Sommacampagna, Sona, Villafranca.
La stazione fissa al Giarol Grande ha registrato il superamento del valore limite giornaliero di PM10 fissato a 50 microgrammi/metro cubo per 6 giorni consecutivi (martedì 16 gennaio la concentrazione di Pm10 era pari a 58 microgr/mc, mercoledì 17 gennaio 86, giovedì 18 gennaio 95, venerdì 19 gennaio 90, sabato 20 gennaio 90 e domenica 21 gennaio 72).

Il provvedimento si aggiunge alle misure preventive antismog già in vigore sul territorio comunale: il divieto di circolazione, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, per i veicoli benzina euro 0 e 1 e per i veicoli diesel fino agli euro 3; divieto di utilizzare generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo), aventi prestazioni energetiche ed emissive che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 3 stelle; divieto di spandimento di liquami zootecnici.

«Negli ultimi quattro inverni questo è lo sforamento più tardivo che sia stato registrato, nel senso che in precedenza le prime allerte partivano già durante il mese di dicembre – afferma l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala -. Il miglioramento della qualità dell'aria è quindi un processo in atto ed è frutto di una serie di interventi strutturali avviati dall'Amministrazione a partire dal 2018 e per i quali sono stati investiti circa 38 milioni di euro. A questo si sono aggiunte le condizioni meteorologiche favorevoli che, finora, hanno contribuito a disperdere gli inquinanti. I dati registrati dalla centralina Arpav di Verona sono in linea con quelli del resto della nostra provincia e di tutta la regione, a dimostrazione che adesso ciò che serve sono altre misure strutturali, come l'efficientamento energetico degli edifici, incentivi per il rinnovamento degli impianti termici. In questi anni il Comune ha fatto moltissimo, su tutti i fronti possibili, dalle nuove piantumazioni all'aumento del bike sharing, dall'educazione nelle scuole alla realizzazione di nuove piste ciclabili. Ma servono misure importanti su tutta la Pianura Padana per risolvere davvero il problema».

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