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Le Penne Nere veronesi approdano in Albania per restaurare il Ponte di Kiri

In dieci giovedì scorso si sono imbarcati dal Catullo alla volta di Tirana, per sistemare la struttura voluta da padre Liuti e inaugurata nel 1995

Le parole sono quelle dell'allora cappellano sezionale, padre Claudio Liuti, in occasione dell'inaugurazione dell'opera: "Con il dono di questo ponte alle popolazioni della valle del Kiri, gli alpini hanno assolto il loro dovere di ricordare i morti per aiutare i vivi". Un impegno che, a distanza di oltre vent'anni, continua ad animare le Penne Nere scaligere.
L'Albania chiama e gli alpini veronesi rispondono. Il ponte fortemente voluto da padre Liuti e inaugurato nel 1995 ha bisogno di manutenzione e i volontari dell'Ana si rimboccano le maniche. Erano in dieci, giovedì scorso, all'aeroporto Catullo di Verona, pronti a imbarcarsi sul volo diretto a Tirana: Ilario Bombieri, Luca Cordioli, Fiore Domenico Costantini, Gilio Ferrari, Fortunato Gastaldelli, Fausto Mazzi, Gino Masotto, Ilario Peraro, Aldo Santelli e Umberto Zanon. Ad accoglierli, all'aeroporto di Tirana, il vicesindaco Vilson Peshkaj e l'amica Vera Potay "faro e garanzia" per la logistica in loco.
Più di vent'anni di usura e intemperie: il ponte degli alpini aveva bisogno di un restyling. E gli alpini (iscritti ai gruppi di Lugagnano, Lugo, Rosegaferro, Bovolone, Mozzecane, Grezzana, Bagnolo e Roncolevà) si sono messi all'opera con il solito spirito di solidarietà. "Si vede di che pasta sono fatti gli alpini - commenta entusiasta il presidente sezionale Luciano Bertagnoli -. Per noi è davvero un orgoglio poter avere una squadra che lavora e fa attività anche al di fuori dei nostri confini, in un contesto precario dove mancano anche le cose più elementari". Pronti ad affrontare anche tutti gli aspetti burocratici legati all'organizzazione dell'evento. "L'ambiente in cui stiamo operando non è dei più semplici. Abbiamo dovuto spianare la strada che collega il ponte alla nostra sistemazione in un colonia di suore con una ruspa per consentirci di raggiungere il cantiere in sicurezza e in tempi rapidi - ricorda il vicepresidente sezionale, Fausto Mazzi -, ma a complicare il tutto è la burocrazia. Non si ha idea delle carte che si devono compilare...".
Ostacoli che non possono fermare gli alpini veronesi, come recitava uno degli striscioni che hanno sfilato in occasione dell'ultima Adunata Nazionale a Trento. "Suor Alessandra e suor Barda ci hanno messo a disposizione una vecchia colonia estiva per ragazzi a Scutari e a loro vanno i nostri ringraziamenti - conclude Mazzi -. Ma non possiamo dimenticare l'amico Marjan che in tutti questi giorni ci ha seguito come il più efficiente dei segretari: è stato lui a consigliarci tutti i posti dove poter fare acquisti per il materiale edile necessario all'opera". Un ponte rinforzato, proprio come quel patto d'amicizia che lega indissolubilmente le Penne Nere veronesi all'Albania.

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