Isolamento obbligatorio per chi entra in Veneto da paesi extra-europei

Il presidente regionale Luca Zaia ha firmato l'ordinanza che prevede anche tamponi obbligatori per chi torna da viaggi di lavoro in paesi non europei

 

Bollettino, tabella, ordinanza. Il presidente del Veneto Luca Zaia ha letto ed ha parlato oggi, 6 luglio, nell'appuntamento annunciato alla fine della scorsa settimana e che puntalmente si è tenuto alle 12.30.

Zaia aveva annunciato un'ordinanza che ha firmato oggi, ma prima di esporne i contenuti ha letto l'aggiornamento di questa mattina sull'emergenza coronavirus in regione. «La situazione è assolutamente affrontabile e di tranquillità per il Veneto», è stato il commento di Zaia sui dati del bollettino.

Il presidente regionale ha comunque ribadito il consiglio di non abbassare la guardia ed ha sollevato il tema del «virus d'importazione», ovvero di coloro che vivono in Veneto, si spostano all'estero, contraggono accidentalmente il coronavirus e, tornando a casa, rischiano di infettare i cittadini con cui entrano in contatto. «La situazione è sotto controllo - ha detto Zaia - ma trovo assurdo che, dopo mesi di lockdown e dopo i sacrifici che i veneti hanno fatto, ci andiamo a prendere il virus da fuori e ce lo portiamo in casa». E per rendere concreto il concetto, il presidente regionale ha letto i dati di una tabella: «Dall'1 luglio in Veneto ci sono stati solo 28 nuovi contagi e tra questi 15 coinvolgono stranieri che o sono andati nel loro paese e poi sono ritornati in Italia oppure sono residenti che hanno avuto contatti con persone che sono entrate in Italia».

Queste condizioni sono alla base dell'ordinanza firmata oggi da Zaia, la quale prevede diverse novità tra cui l'obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni in determinati casi: «Per chi ha avuto un contatto a rischio con chi è risultato positivo al tampone e l'isolamento potrà essere prolungato nel caso in cui il cittadino risultasse a sua volta positivo - ha detto Zaia - L'isolamento fiduciario sarà obbligatorio anche per chi arriva in Veneto da nazioni che non sono inclusi in una lista allegata all'ordinanza e che comprende 36 Paesi europei. Obbligo di isolamento, poi, anche per chi ha la febbre e difficoltà respiratorie». L'ordinanza poi prevede l'isolamento in strutture extralberghiere per quelle famiglie che non hanno la possibilità di rispettare l'isolamento in casa. 
Diventa inoltre obbligatorio sottoporsi a due test a tampone, a distanza di una settimana l'uno dall'altro, per tutti i lavoratori che entrano in Veneto dai paesi non contenuti nella lista allegata all'ordinanza. Sarà compito del datore di lavoro allertare l'Ulss per effettuare i test a tampone. Se il primo test a tampone è negativo, il lavoratore può tornare al lavoro ma con l'obbligo della mascherina. Se poi anche il secondo tampone sarà negativo potrà lavorare liberamente.
Inoltre, i soggetti sottoposti ad isolamento saranno segnalati al sindaco, al prefetto e all'autorità giudiziaria per vigilare sul rispetto della misura cautelare. Inoltre, la Ulss potrà far partire subito la denuncia per coloro che risultano positivi al test a tampone e rifiutano il ricovero.

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