Covid, Zaia: «Irrobustiremo cure domiciliari per alleggerire gli ospedali»

Il presidente del Veneto torna ha chiesto la collaborazione di tutti per non sovraccaricare le strutture sanitarie

 

«In questo momento dell'emergenza coronavirus, non sono le terapie intensive ad essere il parametro di riferimento negli ospedali, come era ragionevole pensare, ma il riferimento sono i ricoveri nelle aree non critiche». Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, nell'aggiornamento sulla pandemia che è tornato ad essere quotidiano, segno che la situazione si è decisamente aggravata.

Leggendo i numeri del bollettino di oggi, 28 ottobre, Zaia ha messo in luce anche oggi la crescita dei ricoverati a causa del virus. Una crescita di pazienti, anche non gravi, che presto farà alzare il livello di allerta in tutte le province. I livelli di allerta sono cinque e se i ricoveri continueranno a questo ritmo, si passerà dal livello due al livello tre. «Ci stiamo muovendo per riaprire gradualmente gli ospedali Covid e per capire quali attività ospedaliere avranno delle restrizioni».

«Bisogna avere i nervi saldi ed essere organizzati - ha aggiunto Zaia - Noi dobbiamo fare in modo di avere meno pazienti Covid possibili negli ospedali. Per questo irrobustiremo le cure domiciliari, ma chiediamo anche la massima collaborazione ai cittadini. Quindi ai cittadini chiedo di rivolgersi al proprio medico di base, nel caso avessero sintomi di Covid-19, invece di andare al pronto soccorso. Noi non neghiamo le cure a nessuno e abbiamo i letti per curare i veneti. Inoltre, ieri sera, il Governo ha chiuso la trattativa con le associazioni dei medici di medicina generale per fare i tamponi ai propri assistiti. Mi risulta che l'accordo è stato sottoscritto solo dalla Fimmg. Ed io ringrazio questi medici perché se non facciamo un lavoro di squadra non ne veniamo fuori».

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