Coronavirus, Zaia: «Dal punto di vista delle competenze, il dpcm è zoppo»

Il presidente del Veneto ha accennato all'apertura di un punto per ogni Ulss per eseguire tamponi rapidi h24. Ma ha anche commentato l'ultimo provvedimento del premier Conte

 

È partito dal bollettino di questa mattina, 19 ottobre, ed ha concluso commentando il dpcm presentato ieri dal premier Giuseppe Conte. Il presidente della Regione Luca Zaia è intervenuto per aggiornare i cittadini sull'emergenza coronavirus in Veneto e per esprimere alcune considerazioni anche sulla modalità scelte dal Governo per gestire quella che sembra essere l'inizio di una seconda ondata di contagi.

Zaia è partito come di consuetudine da un bollettino che mostra ancora un aumento di contagiati dal virus e di pazienti Covid negli ospedali. Nel bollettino, però, non è contenuto il dato sugli asintomatici, che non è allarmante. «Oggi ci sono 9.845 positivi in Veneto, ma solo 169 sono sintomatici - ha dichiarato il presidente regionale - Vuol dire che gli asintomatici sono oltre il 98%. Questo è il frutto del nostro investimento, perché, facendo tanti tamponi, troviamo quei positivi che a febbraio o a marzo non trovavamo. Adesso facciamo molti più controlli, basti pensare ai punti di accesso rapido per i tamponi. E vi anticipo che presto apriremo in ogni Ulss un punto di accesso per tamponi rapidi aperto h24».
E i dati del bollettino, per Zaia, confermerebbero che ad oggi non c'è emergenza ospedaliera in Veneto. «Ci sono 52 pazienti in terapia intensiva e 462 negli altri reparti a causa del coronavirus, ma li sappiamo gestire per garantire a tutti il servizio sanitario. E comunque, anche nei momenti peggiori, non non abbiamo mai avuto meno di 200 posti a disposizione dei pazienti non-Covid nelle terapie intensive».

Ma il fatto che non ci sia emergenza ospedaliera non significa che l'emergenza coronavirus sia passato. «Il virus c'è e non sappiamo come si evolverà questa situazione - ha spiegato Zaia - Ma noi oggi abbiamo un piano che ormai è quasi ultimato e che ci dà la certezza che in Veneto potremmo attivare terapie intensive fino ad avere 1.016 posti letto. Perché il problema è che se negli ospedali si presentano pazienti Covid in numero massiccio, la sanità può collassare. Ed è per questo che è necessaria la prevenzione, con l'uso delle mascherine e gli assembramenti vietati, perché non possiamo arrivare al collasso della sanità».

Infine, Luca Zaia ha commentato anche l'ultimo decreto della presidenza del consiglio dei ministri. «Sulla scuola, il dpcm parla di sfalsamento degli orari, ma sono convinto che sia meglio pensare ad una modulazione della didattica a distanza, magari a rotazione, in modo tale da evitare lo spostamento di una parte degli studenti - ha detto il presidente del Veneto - Comunque studieremo una soluzione con l'ufficio scolastico regionale. Spero che venga modificata la parte del dpcm che scarica sui sindaci la responsabilità degli assembramenti in strade e piazze, perché non si possono dare le competenze agli enti locali senza però dargli gli strumenti. Inoltre, il decreto prevede che i presidenti delle Regioni possano prendere dei provvedimenti per allentare le restrizioni, in accordo con il Ministero della salute. Autonomamente, poi, io posso prendere dei provvedimenti per aumentare le restrizioni e vorrei che ci fosse dal Governo centrale l'obbligo formale di informare i presidenti di Regione nel caso in cui fosse necessario proprio l'aumento delle restrizioni. E senza questo obbligo formale, il dpcm è zoppo per quel che riguarda le competenze».

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