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Federica Pellegrini entra nell'olimpo dei giochi: «È stato un bel viaggio». Zaia: «Chiamarla "divina" non basta più»

Superfede alle ultime vasche di una carriera epica e probabilmente inimitabile, chiude settima la sua quinta finale olimpica a Tokyo: «Me la sono goduta dall'inizio alla fine»

Se da sempre ti chiamano "divina" ma alla fine della tua carriera entri di diritto nell'olimpo dei giochi, forse è il caso oramai di aggiornare anche i soprannomi. Così la "Dea" del nuoto azzurro Federica Pellegrini ha chiuso al settimo posto quella che pare a tutti gli effetti essere stata la sua ultima finale olimpica nei 200 stile libero, la quinta conquistata in una vita sportiva incredibile: «È stato un bel viaggio, tanti anni di bracciate. Me la sono goduta dall'inizio alla fine». Parole che la campionessa ha rilasciato poco dopo la gara, trattenendo a stento le lacrime di commozione e ribadendo che questa «è l'ultima della mia carriera», ricordando che «tra pochi giorni farò 33 anni, è il momento più giusto».

Poi, dato che è noto anche gli Dei dell'olimpo abbiano sentimenti umani, l'azzurra ha voluto ringraziare il suo allenatore ed attuale compagno di vita: «Matteo - ha spiegato Federica Pellegrini intervistata dal Tg1, - è stato un grandissimo allenatore ed un compagno di vita speciale, spero lo sarà anche in futuro. La priorità era tenere l'immagine dell'allenatore e dell'atleta separati e siamo stati bravi in questo. È stata una persona fondamentale, una delle più importanti in questo percorso sia umano che sportivo».

Nel frattempo dal Veneto arrivano le congratulazioni speciali per la campionessa azzurra anche da parte del governatore della nostra Regione: «Federica Pellegrini è l’unica atleta per la quale il podio in finale non avrebbe aggiunto niente, perché nell’olimpo dello sport ci era arrivata prima, nella notte di Tokio nella quale è entrata in finale nei 200 stile libero. Prima atleta nella storia dello sport olimpico, a centrare cinque finali consecutive nella stessa specialità. Chiamarla "Divina" non basta più, dovremo inventare qualcosa di più grande». Così il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, esprimendo «orgoglio e ammirazione» per la nuotatrice veneziana "adottata" dalla città di Verona dove si allena da sempre, che ha scritto oggi una delle pagine più epiche della storia delle olimpiadi.

«Federica ha nuotato le sue ultime quattro vasche olimpiche nella gloria – prosegue Luca Zaia – e, per una volta, quelle che l’hanno preceduta sono passate in secondo piano. Credo che ognuna di loro sogni di proseguire la carriera sulla scia di Fede: da 16 a 32 anni di età sempre sulla cresta dell’onda, record dopo record, medaglia dopo medaglia, trionfo dopo trionfo. E dopo ogni caduta, inevitabile nella carriera di uno sportivo, eccola riemergere, con la forza di una tigre, una determinazione unica, un cuore grande così, fino a questo epilogo storico e commovente».

«Grazie Fede – conclude Zaia – per le gioie sportive che ci hai regalato, ma anche per il messaggio che hai mandato e mandi alle giovani generazioni: non mollare mai, metterci il cuore ma anche l’anima, amare quello che fai, anche le fatiche e i sacrifici. Ciò che vale, non solo nello sport ma in tutte le attività della vita, dallo studio al lavoro».

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