Domenica, 24 Ottobre 2021
Economia Legnago / Via Mantova

Dalla piazza al Consiglio. La marcia di protesta dei termomeccanici non si placa

Gli operai di Riello, Ferroli e Sime, hanno manifestato oggi per le vie di Legnago. Il sindaco Scapin ha convocato sindaci, amministratori nazionali e regionali oltre ai sindacati per parlare del problema

È una sala consiliare, quella di Legnago oggi, dove si sono avvertiti chiaramente i "morsi" della crisi ma anche il senso di urgenza per cercare di risolverli. I lavoratori del settore termomeccanico in mattinata hanno sfilato per le vie di Legnago: gli operai di Ferroli, Sime e Riello hanno formato un cortei di circa 400 persone per attraversare la cittadina e arrivare alle porte del municipio. Chiedono risposte alla politica perché la loro vicenda, quella del termomeccanico veronese in profonda crisi, coinvolge direttamente circa 1800 famiglie.
Così come avvenuto a San Bonifacio il 7 Febbraio, il sindaco di Legnago Clara Scapin ha chiamato i sindaci, gli amministratori nazionali e regionali oltre ai sindacati per parlare del problema e per costruire le possibili soluzioni. Le dimensioni della crisi, come ricorda il sindaco, sono importanti ma ci sono segnali che inducono a pensare che il settore, se adeguatamente supportato possa riprendersi.
"La crisi e le errate scelte aziendali, che pure sono state fatte in questi anni, hanno colpito un settore importante della economia come quello termomeccanico, ma questo va salvato con interventi mirati che ne garantiscano il futuro" sostiene la senatrice di Forza Italia Cinzia Bonfrisco.
"Il tempo sta per scadere" avvertono pero' Stefano Zantedeschi, Massimiliano Nobis e Antonio Veneri, segretari rispettivamente di Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil "In Ferroli si lavorano 2gg a settimana, In Sime c'è tempo fino a marzo, In Riello stanno per partire i primi esuberi. Stiamo mettendo in atto forme di protesta" continuano "che al momento non prevedono lo stop delle fabbriche. I lavoratori sono coscienti che fermarsi equivarrebbe a condannare le aziende ma altrettanta serietà ci aspettiamo dalle riposte degli imprenditori che per ora hanno fortemente tagliato i salari, ridotto le concessioni e prospettato tagli al personale".
Alcune soluzioni le propone Roberto Fasoli,consigliere regionale PD e vicepresidente della commissione attività produttive "bisogna ottenere una moratoria dal prefetto sui provvedimenti delle aziende in modo da guadagnare tempo per discutere, inoltre" prosegue "esiste una specifica legge regionale, la legge 13, che garantisce sostegno ai distretti, quello della termomeccanica va ricreato. Occorre infine fare rete con altri comuni e sindaci, che oggi sono presenti qui e vanno ringraziati".
Tra i sindaci presenti Anna Maria Bigon di Povegliano Veronese (primo comune della provincia a finanziare con fondi propri e regionali uno specifico progetto di lavoro per i disoccupati) e candidata PD alle prossime regionali "Sono qui per manifestare il mio sostegno ai colleghi, perché noi sindaci sappiamo bene come poi il problema lavoro inevitabilmente diventi problema sociale, con le famiglie che chiedono aiuto in municipio", "la Regione" conclude "deve essere attore in prima linea per la gestione di queste situazioni e allo stesso modo mettere in atto tutte le iniziative necessarie a far ripartire l'economia o a riqualificare i lavoratori".
"Siamo qui in piazza – hanno infine sottolineato tutte le sigle sindacali a Il Corriere – per difendere un’idea alta di sviluppo e perché non siamo disponibili ad un modello industriale che intenda la competizione come taglio ai costi di lavoro, ai compensi e ai diritti. Siamo qui per denunciare che la crisi è solo in parte responsabile di quanto sta avvenendo. Molto di più lo è la negligenza della classe industriale che negli anni ha guadagnato soldi, molti, senza reinvestirli in innovazione e in qualità dei prodotti". 

Presenti sul posto, per assicurarsi che tutto si svolgesse senza alcun episodio di violenza, i carabinieri di Legnago, mai chiamati in causa da una manifestazione fatta di grande civiltà.

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