Giovedì, 24 Giugno 2021
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Soia, raccolti devastati dalla cimice asiatica nella Bassa veronese

«Un disastro, perché oltre ad avere avuto poca produzione, abbiamo anche una soia di scarsa qualità. Dove l’insetto ha attaccato le piante, infatti, anche i chicchi integri hanno avuto dei danni», dice Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Verona

Raccolti della soia più che dimezzati dall’invasione della cimice asiatica, che mai come quest’anno ha devastato la produzione nel Basso Veronese. Un disastro per i tanti produttori che avevano investito nella coltivazione sperando di recuperare reddito, dopo anni difficili sugli altri fronti cerealicoli, dal mais al frumento.

«La stima è di una perdita media del 55% di soia – dice Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Verona -. Un disastro, perché oltre ad avere avuto poca produzione, abbiamo anche una soia di scarsa qualità. Dove l’insetto ha attaccato le piante, infatti, anche i chicchi integri hanno avuto dei danni. Il prezzo, anche a causa di questa calamità, è precipitato dai 430-450 euro a tonnellata a 330- 340. Quindi un tonfo della redditività e una grande preoccupazione per il futuro, perché la cimice continua a diffondersi sempre di più e non abbiamo al momento nessun strumento per contrastarla».

Non è andata bene a chi ha continuato a coltivare gli altri cereali: «Il mais era partito bene grazie a una primavera umida e piovosa, ma da anni abbiamo il problema delle micotossine, prodotte da funghi parassiti delle piante, contro il quale non si può fare nulla – spiega Lavagnoli -. Anche in questo caso il prezzo è stato sotto i costi di produzione, dai 180 ai 200 euro a tonnellata. Per quanto riguarda il grano, le produzioni sono state del 10-15% in meno, con un prezzo basso tra i 160 e i 185 euro a tonnellata».

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