Confartigianato imprese di Verona: «Riaprire domani, senza codici Ateco ma in sicurezza»

Una "manifestazione virtuale" per dare voce a chi vorrebbe tornare a lavorare, ma non gli è concesso. Il sindaco scaligero Sboarina: «Raccolgo il grido di dolore di migliaia di persone»

Manifestazione virtuale Confartigianato imprese di Verona

Il sindaco Federico Sboarina ha partecipato questa mattina, lunedì 4 maggio, alla videoconferenza nazionale dal titolo "Ci metto la faccia", organizzata da Confartigianato imprese di Verona con il presidente Roberto Iraci Sareri. Presente anche il presidente del Consiglio comunale del capoluogo scaligero Ciro Maschio. Il sindaco ha esordito dicendo di essere presente «per raccogliere il grido di dolore di migliaia di persone che sono entrate pesantemente in difficoltà, grido di dolore che nella mancanza di prospettive certe nel breve periodo diventa ancora più forte». Il primo cittadino di Verona ha poi annunciato che la richiesta rivolta dai sindaci dei sette capoluoghi veneti di incontrare il premier Giuseppe Conte per portargli le istanze e richieste dei propri territori, ha infine avuto riscontro positivo anche se ancora non è stata fissata una data.

Il presidente di Confartigianato imprese di Verona Roberto Iraci Sareri ha quindi esordito ribadendo che «siamo qui per dare voce alle persone di cui prima parlava il sindaco, nonché per dare un messaggio chiaro a tutta la politica, locale e nazionale, che è quello di dire "basta", perché noi siamo ormai esasperati». Roberto Iraci Sareri ha quindi aggiunto: «Abbiamo deciso di fare questa manifestazione virtuale perché i nostri associati sono esasperati e delusi, la crisi che si prospetta è davvero importante, a livello nazionale abbiamo stimato 70mila addetti che andremo a perdere. Quando parliamo di questi numeri, stiamo parlando di persone che hanno una famiglia. Noi vogliamo subito ripartire, - ha quindi sottolineato il presidente di Confartigianato imprese di Verona - vogliamo che le aziende possano riaprire immediatamente, senza i codici Ateco ma pensando a chi può lavorare in sicurezza, i protocolli esistono già e non bisogna inventarne altri. C'è la possibilità poi di lavorare per alcuni comparti su appuntamento. Tutto questo sappiamo comporterà comunque delle perdite importanti, perché lavorare con altri criteri vuol dire anche perdere clientela, come per i ristoratori, i bar, ma anche parruchieri ed estetiste, ma l'elenco è lunghissimo. Tutti dovranno lavorare in maniera diversa, ma è comunque importantissimo ricominciare, riaprire subito, immediatamente, già domani mattina e non tra qualche giorno».

Il presidente Roberto Iraci Sareri ha quindi evidenziato: «Ci hanno detto che ci avrebbero aiutato, ma abbiamo ottenuto solo proroghe di cose che dovremo comunque pagare, ci hanno detto che ci avrebbero supportato ma ci hanno, permettetemi di dirlo, elemosinato 600 euro, ci hanno assicurato aiuti ma ci hanno chiesto di indebitarci, ma anche indebitarci è difficile perché invece di 72 ore servono settimane. Servono certezze e aiuti concreti, non possiamo pensare di spostare i pagamenti di un mese, serve invece un arco temporale che sia almeno di un anno perpoter fare in modo che le nostre aziende ripartano. Dopo la "Fase 2" non è che finiscano i problemi delle aziende, perché quello che abbiamo perso in questi mesi non lo recuperiamo in breve tempo. Abbiamo poi un gorsso problema, - ha spiegato infine il presidente di Confartigianato imprese di Verona Roberto Iraci Sareri - che è quello dell'abusivismo, però in questo momento è una beffa doppia per quelli che vogliono lavorare in regola e seguendo i protocolli, anche se non gli si sta permettendo di lavorare. Su questo sono le amministrazioni comunali che devono vigilare, anche perché in un mese abbiamo visto raddoppiato l'abusivismo a livello nazionale e se dovesse essere che certe aziende dovessero davvero aprire solo il primo di giugno, e non voglio nemmeno pensarci, potete immaginare cosa potrebbe accadere». 

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