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Angurie in regalo o ad un centesimo al chilo: «Non c'è rispetto per il lavoro degli agricoltori»

Andrea Lavagnoli, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Verona, commenta: «Non accettiamo come giustificazione l’esubero di offerta del prodotto, che incide sul ribasso dei prezzi. La produzione ha un valore che equivale a numerose operazioni colturali»

«Se la grande distribuzione intende usare come prodotti civetta per altri acquisti i prodotti agricoli, significa che non ha rispetto del lavoro e della fatica degli agricoltori». È il commento di Cia – Agricoltori Italiani Verona alla notizia delle angurie date in regalo da Eurospin e vendute a 1 centesimo al chilogrammo dal Pam.

«Rimaniamo perplessi ed esterrefatti da questo tipo di iniziative - sottolinea Andrea Lavagnoli, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Verona -. E non accettiamo come giustificazione l’esubero di offerta del prodotto, che incide sul ribasso dei prezzi. La produzione ha un valore che equivale a numerose operazioni colturali: la concimazione, l’aratura, l’erpicatura, il tracciamento, la pacciamatura, l’impianto, i trattamenti fitosanitari, le variabili meteo, la logistica del cantiere di raccolta, la manodopera della raccolta. Tanto basta per dire che un prodotto come l’anguria sotto i 50 centesimi al chilo è un prodotto in perdita. Invece ai consumatori arriva il messaggio che si può disporre di un prodotto a 1 centesimo al chilo e che dunque per la produzione comporta quel costo. Per analogia si trasmette il messaggio che qualsiasi prodotto agricolo potrebbe essere disponibile per pochi centesimi. Chi lavora la terra non ha bisogno di questi messaggi e di questi aiuti».

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