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La guerra tra le fiere di Verona e Padova si conclude con un accordo

La lotta tra i due enti era entrata nel "vivo" nel 2015 e aveva come oggetto le rispettive rassegne dedicate al mondo della bicicletta, ExpoBici e Cosmobike Show

Padovafiere spa e Veronafiere spa hanno stretto un accordo che prevede la chiusura di ogni contenzioso in essere tra le parti.
Padovafiere spa – società controllata dal gruppo francese GL Events SA – e Veronafiere spa hanno inoltre individuato, a beneficio dei propri clienti e del mercato di riferimento, alcune opportunità di collaborazione che saranno sviluppate nel breve-medio termine.

Questa la nota diffusa che annuncia la fine della guerra tra i due enti fieristici veneti, in atto da oltre tre anni per le rispettive rassegne dedicate al mondo della bicicletta. 
A dare il via alle ostilità la decisione di Veronafiere di creare il proprio evento, Cosmobike Show, interpretata dai colleghi padovani come la copia di quello precedentemente allestito nella "città del Santo", l'ExpoBici. A gettare ulteriore benzina sul fuoco, ci pensò anche la decisione dell'ente scaligero di ingaggiare l'ideatore della rassegna di Padova, Paolo Coin, che insieme al proprio team organizzò la manifestazione. 

Padovafiere quindi si rivolse al Tribunale di Venezia per bloccare la rassegna veronese: bocciata la richiesta, aveva anche provato a stoppare la trasformazione in spa di Veronafiere, senza ottenere il risultato sperato. Venne portata avanti però una richiesta di risacrimento nei confronti della fiera scaligera di 20 milioni di euro e contemporaneamente prese il via un'indagine penale per verificare il possibile furto di informazioni dai server ExpoBici in favore di CosmoBike Show. Caso per il quale, nello scorso mese di maggio Coin, tre sue collaboratrici e il direttore commerciale di Veronafiere del tempo, Diego Valsecchi, sono stati rinviati a giudizio. 

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