Venerdì, 22 Ottobre 2021
Economia

Verona ancora a capo della Cia regionale: il nuovo presidente è Passarini

Il 47enne di Bovolone è stato eletto martedì nel corso dell'assemblea che si è riunita a Padova: "Non possiamo più considerarci semplici produttori di derrate alimentari, perché abbiamo un ruolo di forte impatto sociale"

Passaggio di mano in tinta gialloblù per la presidenza regionale della Cia - Confederazione italiana agricoltori. Martedì l’assemblea veneta, riunita a Padova, ha eletto infatti Gianmichele Passarini, 47 anni, di Bovolone, che prende il posto del veronese Flavio Furlani.

Titolare di un’azienda di allevamento avicolo e seminativi, presidente di Agriconfidi Veneto (consorzio di garanzia fidi), Passarini vanta una ventennale “militanza” nella Cia, dove ha partecipato a gruppi dirigenziali e ricoperto ruoli di rappresentanza negli enti. Ora il grande salto con la leadership degli agricoltori veneti della Cia. “Non è un successo solo mio, ma di un grande gioco di squadra – dice Passarini -. La mia candidatura è nata infatti da un progetto di rilancio del ruolo della Cia a livello regionale. In un’agricoltura sempre più innovativa e dinamica, era indispensabile puntare su governance nuova e collegiale, composta da persone affiatate, legata non a una persona ma a un progetto condiviso che vuole essere al passo dei grandi cambiamenti in atto nel settore primario”.

Il progetto della nuova squadra, che vede come vicepresidente il bellunese Hemil Dallasen e vicepresidente vicario il padovano Roberto Betto, punta a mettere in campo una rappresentanza più specifica e specializzata, che possa dialogare e interfacciarsi in maniera ottimale con le istituzioni regionali e, a cascata, nazionali e comunitarie. “Le difficoltà dell’agricoltura sono sotto i nostri occhi – sottolinea Passarini -. Tutto quello che facciamo è perennemente sotto i riflettori e oggetto di grande risonanza mediatica. Non possiamo più considerarci semplici produttori di derrate alimentari, perché abbiamo un ruolo di forte impatto sociale sia per quanto riguarda i prodotti che mettiamo sulle tavole ogni giorno, sia nella gestione del territorio. C’è la necessità di far sentire di più la nostra voce sia per quanto riguarda le forniture, sia nel rapporto con la cittadinanza, nella conservazione del suolo e per quanto concerne i problemi climatici e il dissesto idrogeologico, di cui stiamo pagando un conto salato e non per colpa nostra. Saremo sempre presenti e vigili sul tema delle Pfas, così come sulle certificazioni e la qualità richieste dai mercati esteri”.

Non è un caso che la presidenza sia toccata di nuovo a Verona: “In riva all’Adige siamo stati i primi, dopo la riforma della Cia che ha posto al centro della governance il produttore agricolo, a lavorare sulla formazione della nuova classe dirigente. Oggi raccogliamo i frutti dei nostri sforzi”.

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