Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Cerea / Via Giacomo Leopardi

Stufa a legna accesa e finestre ben chiuse: un'altra persona intossicata dal monossido

A farne le spese questa volta è una giovane donna di 29 anni, portata all'ospedale "Mater Salutis" di Legnago dal marito dopo che aveva mostrato sintomi come nausea, giramenti di testa e vomito

Un'altra persona resta intossicata dal monossido di carbonio: questa volta si tratta di Wardia Ben Cheick, 29 anni, di origine marocchina, residente in via Leopardi 57 a Cherubina, nel comune di Cerea. A provocare l'intossicazione sarebbero state le esalazioni emanate da una stufa a legna in ghisa in funzione nell'appartamento dove la donna vive con il figlio di due anni e il marito. 
La giovane moglie ha iniziato a mostrare i primi sintomi intorno alle 6 del mattino: giramenti di testa, nausea e vomito. Il compagno si è subito reso conto che si trattava di qualcosa di serio e ha caricato in auto lei e il figlio per dirigersi verso l'ospedale "Mater Salutis" di Legnago. 
Giunti al pronto soccorso, il personale sanitario ha dapprima valutato le reali condizioni di salute della donna, per poi decidere il trasferimento immediato all'istituto iperbarico di Villafranca. Nessuna cura è stata necessaria invece per il piccolo e il compagno della sfortunata 29enne, che sono potuti rientrare al proprio domicilio. 

I carabinieri di Cerea e i vigili del fuoco durante la mattinata hanno fatto una visita all'abitazione di via Leopardi 57 e, in compagnia del padrone di casa, hanno dato il via al sopralluogo. Un pompiere, con l'ausilio di rilevatore e maschera antigas, ha individuato nell'aria all'interno dell'abitazione una concentrazione di 10 parti per milione (ppm) di monossido di carbonio. Un valore non sufficiente a creare gravi intossicazioni ma rilevato ore dopo l'episodio. Il rilevamento è stato in ogni caso utile per rilevare il problema: al marito infatti è stato vietato di accendere la stufa a legna in quanto l'immobile è privo dei fori di ventilazione necessari per il ricambio d'aria. A complicare ulteriormente la situazione poi ci sarebbero i nuovi serramenti installati per combattere le rigide temperature invernali, così efficienti da non permettere neppure ad un spiffero d'aria di penetrare.

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