Verona, giovani aggrediti e massacrati con coltello e tirapugni sul ponte

Brutale pestaggio alle tre di notte dopo lungadige Rubele. Arrestati quattro picchiatori: avrebbero tutti precedenti per violenze anche negli stadi. La vittima più grave ha 20 anni. E' stato raggiunto al volto dalla lama

Rissa e brutale pestaggio per "futili motivi". Sono queste le accuse di cui dovranno rispondere quattro uomini, di età compresa tra 33 e 44 anni, in seguito agli avvenimenti tra mercoledì e giovedì notte. Prima hanno rischiato di investire una coppia di pedoni con l'auto e poi, forse infuriati dal "gesto" di uno dei due, hanno deciso che dovevano essere "puniti". Così sono scesi e hanno aggredito i giovani con pugni e un coltello. Hanno sfogato tutta la loro rabbia su quei due pedoni "irrispettosi" e poi sono fuggiti. I quattro responsabili sono stati tutti arrestati poco dopo, tra vicolo Corticelli e piazza Bra, nei pressi di un luogo divenuto tristemente famoso per l'aggressione a Nicola Tommasoli, 5 anni fa. Gli agenti delle Volanti della polizia di Verona hanno fatto scattare le manette nei confronti di Riccardo Montefameglio, 33 anni, Andrea Morando, 36, Roberto Usai, 43, e Nicola Rudella, 44enne. Tutti hanno precedenti penali che vanno dall'oltraggio alla resistenza a pubblico ufficiale e almeno tre di loro sono conosciuti dagli uomini della Questura per la loro frequentazione con la tifoseria più violenta ed estrema dell'Hellas Verona. Ora sono accusati di lesioni gravi e gravissime. "Per futili motivi", appunto.

L'AGGRESSIONE - Il fatto risale alle tre di mattina di giovedì. Due giovani stavano attraversando la strada di lungadige Rubele che li avrebbe poi portati su ponte Navi. All'incrocio erano stati sfiorati da una Skoda Yeti, che proveniva da sinistra, a importante velocità. Forse un gesto di stizza, accompagnato da alcune imprecazioni, da parte dei due ragazzi a piedi, ha poi, presumibilmente, scatenato negli occupanti del mezzo l'intenzione di "fargliela pagare". Li intercettano sul ponte, fermano la macchina e si scatena il finimondo. Partono insulti, poi le mani: schiaffi, pugni, calci. Ad un certo punto, secondo la testimonianza delle due vittime, spunta fuori un coltello e un tirapugni di metallo. La lama raggiunge al volto il 20enne, che ora rischia di rimanere sfigurato a vita. I due vengono massacrati di botte. Il più grave né avrà per trenta giorni (il suo amico per dieci) e riporta fratture al naso e alle ossa del viso. Le due giovani vittime trovano però la forza di inseguire i loro aggressori, che nel frattempo si sono divisi, due in auto e due a piedi. Passano in Corticella Leoni, dove è stato ucciso Tommasoli, e poco distante scatta la seconda violenza. Un'altra aggressione. Nel frattempo, però, arriva la polizia avvertita da una delle due vittime, che becca i due in flagrante. Subito dopo al cellulare dei picchiatori chiamano i due complici, quelli in auto. A rispondere, tuttavia, è un poliziotto che si finge l'amico. Si danno appuntamento nei pressi della questura, per salire in auto e riprendere la fuga. Ad attenderli in lungadige Galtarossa, però ci sono le divise.

Oltre alla flagranza di reato ci sono le prove: tracce di sangue della vittima più grave vengono ritrovate sul cofano dell'auto e c'è il filmato di una delle telecamere di videosorveglianza della zona. Il conducente, inoltre, era in evidente stato di ebbrezza alcolica e in possesso di due grammi di cocaina. Ora si trovano in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria. Restano da individuare le armi usate durante il pestaggio, coltello e tirapugni. Forse entrambe sono finite nell'Adige. L'auto è stata sequestrata e i risultati delle analisi ematiche saranno portate in tribunale per incastrare definitivamente i quattro aggressori. Tutti e quattro sono in carcere.

IL VIDEO SUL PESTAGGIO DI PONTE NAVI

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