Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Zimella / Via Molini

Verona. Alla guida ubriaco provoca la morte di un uomo ma non sarà arrestato

La sera del 22 febbraio, stando alla ricostruzione della polizia municipale, invase la corsia opposta con il proprio veicolo a forte velocità provocando uno scontro frontale con un'altra auto che sopraggiungeva

Provocò la morte di un altro automobilista mettendosi alla guida della propria auto ubriaco ma non sarà arrestato. Il ricorso presentato dalla procura di Vicenza per chiedere la custodia in carcere di A. B., 37enne di Santo Stefano di Zimella accusato di omicidio colposo aggravato e guida in stato di ebbrezza, è stato rigettato dai giudici del Riesame di Venezia. 

Era la sera del 22 febbraio quando Angelo Mapelli, manager vicentino di 50 anni, perse la vita in un terribile incidente stradale che sarebbe stato provocato dal veronese. Ora bisognerà attendere qualche giorno prima che i giudici depositino le motivazioni del rigetto ma è plausibile che la tesi difensiva dell'autista sia stata accolta. Stando alla ricostruzione eseguita dalla polizia locale, quella sera A. B. guidava ubriaco, con un tasso alcolico di 2,64, a forte velocità, invadendo la corsia opposta e provocando così il frontale nel quale morì il 50enne. 

Per il Pm Barbara De Munari il 37enne va arrestato, sostenendo che possa reiterare il reato, ma il giudice Massimo Gerace ha respinto la richiesta nelle scorse settimane, come possiamo leggere sul quotidiano L'Arena: secondo il gip non è pericoloso, non ha precedenti penali e la patente gli è stata ritirata, quindi non può commettere altri incidenti. Inoltre è ipotizzabile che la pena che gli verrà inflitta resterà entro il limite di 3 anni della sospensione e di conseguenza non ci può essere arresto preventivo. Ciò aveva spinto il Pm a presentare ricorso al Riesame ma l'opposizione dei legali difensivi ha avuto la meglio. 
Stando agli avvocati di A.B., come possiamo leggere su L'Arena, il ricorso sarebbe infondato, in quanto il loro cliente non solo resterà senza patente per due anni, ma nell'incidente ha riportato ferite che gli impedirebbero attualmente di rimettersi alla guida e questo annullerebbe la necessità di una custodia cautelare. Sull'effettivo stato di ebbrezza del 37enne vengono poi avanzati nuovi dubbi, in quanto l'ospedale vicentino dove è stato portato in seguito all'incidente, avrebbe utilizzato metodiche non conformi per stabilire il tasso alcolico nel sangue e i dati forniti quindi non sarebbero certi. Questi probabilmente i motivi per i quali i giudici del Riesame non hanno accolto il ricorso presentato dal pubblico ministero.

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