Cronaca

Prostituzione in appartamento: due cinquantenni arrestati per lo sfruttamento di una 35enne

Secondo i carabinieri di Bussolengo, il 56enne avrebbe messo a disposizione l'abitazione in cambio di denaro da parte della "lucciola", mentre la 53enne l'avrebbe avviata a tale attività

I carabinieri di Bussolengo all'opera

Un uomo di 56 anni, A.F.O., e una donna di 53, M.U., entrambi italiani e residenti nella provincia di Verona, sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Bussolengo per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il primo infatti avrebbe permesso ad una 35enne di svolgere tale attività nel suo appartamento in cambio di denaro, mentre la seconda è sospettata di averla avviata al meretrico. 

Le indagini

Le indagini hanno preso il via qualche mese, grazie anche alla collaborazione di alcuni residenti, che avrebbe permesso ai militari di venire a conoscenza che in un appartamento del centro paese veniva svolta l'attività di prostituzione. Sono stati così predisposti dei servizi di osservazione dello stabile, per verificare che non venissero commessi i reati di favoreggiamento e sfruttamento: sono stati così identificati dalle forze dell'ordine i presunti "clienti" che frequentavano la casa, così da acquisire informazioni che potessero smentire o confermare l'ipotesi di reato. 

Gli accertamenti

Le verifche dell'Arma avrebbero permesso di accertare che A.F.O. era titolare del contratto di affitto dell’immobile in questione e che vi abitava stabilmente. I due inoltre sarebbero sempre stati presenti in casa quando arrivavano i "clienti" per ottenere, ovviamente previo pagamento, una prestazione sessuale da parte di C.A., 35enne italiana a sua volta residente in provincia di Verona. 
I servici dei carabinieri infatti avrebbero permesso di identificare numerosi uomini all'uscita dall'appartamento, ovvero dopo aver consumato la prestazione sessuale. Questi, nella maggior parte dei casi, avrebbero confermato quanto si era verificato poco prima: nello specifico, sarebbe emerso che la maggior parte degli appuntamenti veniva concordata telefonicamente dopo una ricerca su appositi siti di incontri presenti sul web da parte del "cliente" e che all'interno della casa A.F.O. e M. U. erano spesso presenti. 

Gli arresti

Nel pomeriggio dello scorso 3 giugno, dopo aver documentato l'ingresso dell'ennesimo "cliente", i militari hanno deciso di entrare nell'appartamento quando quest'ultimo si sarre accinto ad uscire. In questo modo avrebbero appurato che in casa, oltre a C.A. che aveva appena concluso la propria prestazione, erano presenti il 56enne e la 53enne. 
Tutti i presenti sono stati dunque condotti alla caserma di Bussolengo per gli accertamenti del caso, dal quale sarebbe emersa la responsabilità dei due cinquantenni per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: A.F.O., gravato da precedenti di polizia specifici, avrebbe dato la possibilità alla donna di prostituirsi nel suo appartamento, ricevendo anche denaro per il pagamento di bollette varie; M.U., la quale già da tempo si prostituiva all'interno del medesimo appartamento, sarebbe sospettata di aver reclutato la C.A. avviandola alla prostituzione.
L’immobile è stato perquisito e sottoposto a sequestro, a disposizione dell’Autorità giudiziaria di Verona che è stata informata dell'arresto operato. Il Pubblico Ministero di turno ha disposto che A.F.O. venisse portato carcere di Montorio, mentre M.U. è stata condotta agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

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