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Cane Bussolengo - foto Facebook

Cane Bussolengo - foto Facebook

Lo strano caso a Bussolengo: esce dopo le 22 per i bisogni del cane, multato 400 euro

Sanzione per mancato rispetto del "coprifuoco", ma il cane doveva fare i suoi bisogni

«Lascio a tutti la possibilità di confrontarsi con una situazione a dir poco ridicola che si è verificata all'interno del nostro Comune, ma sopratutto quando il "ridicolo" diventa così grave in un momento come questo. Sono stato "verbalizzato" e multato perché ero in passeggiata con il cane in un momento di disagio fisicco e quindi di necessità». Le parole sono quelle di un abitante del Comune di Bussolengo, le cui iniziali sono V. I. S., il quale ha raccontato la propria esperienza in un gruppo Facebook dedicato appunto alla vita nella cittadina veronese, ma ha anche scritto formalmente al sindaco Roberto Brizzi e rilasciato un'intervista al quotidiano locale L'Arena.

Post Bussolengo cane multa coprifuoco

Post gruppo Facebook Bussolengo

La storia è abbastanza semplice: il cane dell'abitante di Bussolengo poi multato aveva necessità di fare i suoi bisogni, pare avesse proprio la "dissenteria" (ma ai fini della questione poco conta), dunque il suo padrone ha deciso di portarlo fuori di casa. Il "problema", tuttavia, è che erano già trascorse le ore 22, quindi era già scattato il "coprifuoco", così il nostro abitante di Bussolengo si è imbattuto in un agente della polizia locale che a quel punto gli avrebbe fatto un verbale da 400 euro: «Lascio a voi le impressioni o i commenti, - scrive sempre il cittadino multato - spero non vi troviate nella mia stessa situazione. Io la multa l'ho pagata. Ma ci sono persone che 400 euro non ce li hanno nemmeno per pagare l'affitto». 

Lasciamo anche noi che ciascuno si faccia la propria idea su questo episodio, ma al contempo vorremmo provare a suggerire una possibile riflessione indirizzata tanto ai padroni di cani, quanto alle persone che sono incaricate di far rispettare le norme sancite dai Dpcm che, lo ricordiamo per inciso, sono formalmente dei provvedimenti amministrativi. Dinanzi ad un tale episodio le reazioni possibili sono fondamentalmente due: la prima è quella di indignarsi perché il cittadino è stato multato, la seconda prendersela col governo che ha lasciato molte "zone d'ombra" nelle norme anti-Covid e, ad esempio, non sono state specificate molte situazioni quotidiane che però sono poi proprio quelle con le quali tutti i cittadini, prima o poi, si devono confrontare. Qui si inserisce la valutazione, e quindi in parte pure la discrezionalità, di chi le norme deve poi applicarle e farle rispettare: agenti di polizia locale, polizia di Stato, carabinieri, finanzieri e chi più ne ha ne metta. Vi sono certamente situazioni più o meno facili, tanto per i cittadini quanto per le forze dell'ordine e la rapidità con cui le disposizioni mutano, certo non aiuta nessuno. 

La norma sul "coprifuoco" che va dalle 5 alle 22 ogni giorno, lo abbiamo sempre ribadito, è molto rigorosa. Durante le ore notturne sussiste un vero e proprio «divieto di circolazione», salvo comprovate esigenze di lavoro, motivi di salute e situazioni di necessità. La domanda che dinanzi alla storia del cittadino di Bussolengo multato per 400 euro perché ha accompagnato il proprio cane fuori casa dopo le ore 22 affinché potesse espletare i suoi bisogni fisiologici, è sostanzialmente una: il cittadino in questione era oppure no in una «situazione di necessità»? Il nostro invito è semplicemente quello di provare a cercare la risposta direttamente nelle Faq del governo che, è vero non ci dicono esplicitamente tutto, ma affermano implicitamente molto. Basta leggere dopotutto. Esiste infatti una Frequently Asked Question o "domanda frequente" del governo che sembra fare al caso nostro: «Posso uscire con il mio animale da compagnia?». Di seguito la risposta ufficiale fornita dal governo:

«Sì, per le sue esigenze fisiologiche, ma senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone».

Ora, qualcuno dirà: non c'è scritto si possa fare anche nelle ore di "coprifuoco". Vero, ma il problema è che qui il ragionamento va rovesciato, cioè in realtà il vero elemento che bisogna tenere in considerazione è che non c'è scritto che non si possa portare fuori il cane durante le ore di "coprifuoco". Se il governo avesse voluto vietare categoricamente ai padroni di animali domestici durante le ore di "coprifuoco" tra le 22 e le 5 di accompagnarli fuori per fare i loro bisogni, ebbene, lo avrebbe proprio in questa Faq esplicitato. Non essendoci scritto che si può uscire di casa col cane solo «dalle 5 alle 22», bensì semplicemente che si può uscire col proprio animale domestico «per le sue esigenze fisiologiche», ciò che bisogna intendere è che, implicitamente, per il governo le «esigenze fisiologiche» dell'animale domestico costituiscono una «situazione di necessità» a tutti gli effetti in grado di derogare al divieto di circolazione nelle ore notturne di "coprifuoco". Per avere la controprova è infatti sufficiente leggere le Faq subito successive riferite alla "passeggiata" ed alla "attività motoria". In questi due casi il governo ha esplicitamente vincolato lo svolgimento di tali attività al rispetto degli orari di "coprifuoco", cioè le ha limitate entrambe dalle 5 alle 22: «Si può uscire per fare una passeggiata?» 

«Sì, dalle 5 alle 22».

E ancora: «È consentito fare attività motoria?» 

«Sì, dalle 5 alle 22».

Al contrario, sia per la domanda sull'uscita con «il mio animale da compagnia», sia nella Faq che chiede se si possono portare gli animali domestici dal veterinario, il governo non chiama mai in causa il limite orario del "coprifuoco". Estremizzando le cose, ma è per capire meglio: se il vostro cane stesse male alle ore 23, è vostro diritto portarlo d'urgenza da un eventuale veterinario disponibile e magari salvargli la vita, oppure secondo voi il governo vi impedisce di farlo perché violereste il "coprifuoco" e dunque vi imporrebbe di lasciarlo morire? Dando la risposta a questa domanda, si risponde forse anche ai dubbi di cui sopra.

Faq governo zona arancione animale domestico - Dpcm 14 gennaio 2021

Faq governo zona arancione animale domestico - Dpcm 14 gennaio 2021

Ora, al di là di tutto questo ragionamento, pensiamo un attimo a quel che il padrone di un animale domestico dovrebbe altrimenti fare se gli fosse impedito portarlo fuori sempre e comunque dopo le ore 22. Tenerlo dentro e accettare che faccia i suoi bisogni all'interno dell'appartamento? Provocargli una forma di "costipazione" obbligandolo a restare in casa e giungendo al limite della configurazione di una singolare forma di maltrattamento d'animali? Non è che forse siamo davvero in presenza di una «situazione di necessità»? A chi compete dirlo? Il governo nelle Faq alla fine lo ha spiegato: 

«La valutazione circa l’eventuale sussistenza di motivi di necessità, in ciascuna vicenda concreta, rispetto alle variegate situazioni che possono verificarsi, resta rimessa all’Autorità competente indicata dall’articolo 4, comma 3, del decreto-legge n. 19 del 2020 (che, per le violazioni delle prescrizioni dei Dpcm, è di norma il Prefetto del luogo dove la violazione è stata accertata)». Il cittadino che non condivida il verbale di accertamento di violazione redatto dall’agente operante può pertanto fare pervenire scritti e documenti difensivi al Prefetto.

Ecco, l'unica soluzione sarebbe quella di ricorrere ogni volta al prefetto, il che nel caso del nostro abitante di Bussolengo è peraltro ormai impossibile poiché ha già pagato la multa. Resta il fatto che, sul punto specifico così come su molti altri, spetta anzitutto sempre ai cittadini avere senso civico e non approffitare delle situazioni, ma anche a chi le norme si trova a doverle applicare, pur con tutte le evidenti difficoltà nelle quali ci si trova, dimostrare un uguale senso di responsabilità nelle varie situazioni che si devono valutare.

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