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Verona, Michel in condizioni disperate: i medici dichiarano la morte cerebrale

Le ore tremende del giovane dopo il drammatico incidente sulla Provinciale 6 ad Arcole. I genitori riescono a vederlo per l'ultima volta. Ma le speranze sono rotte dall'annuncio a Borgo Trento. Si pensa all'espianto organi

Non esistono parole per descrivere ciò che accade in una famiglia, o nell'intera comunità, quando lutti improvvisi e drammatici portano via ragazzi di 18-20 anni. Si può solo cercare di raccontare la tremenda verità che i genitori stanno scoprendo ora, a poche ore dal tragico incidente sulla Provinciale 6, all'altezza di una rotonda. Come si può e come sarà vivere senza un figlio. Come spiega L'Arena, i genitori di Enrico, Nico e Anna si sono precipitati sul posto, a vedere se ciò che gli amici dei ragazzi avevano raccontato loro, in due parole, potesse essere vero. Guardare per credere, è stata la prova dolorosissima, lancinante. Hanno guardato così le giovani vite spezzate dei figli e le hanno osservate scomparire nel carro funebre.

Ma di genitori in giro ce n'erano altri, quella notte: quelli di Michel, 17 anni, il quarto ragazzo nell'auto, e di Sara, 16, la quinta vittima dello schianto. Entrambi sono stati ricoverati in gravissime condizioni all'ospedale di Borgo Trento. Per il ragazzo, tuttavia, le speranze sono scemate drammaticamente nel corso del pomeriggio di domenica. I coniugi Casarotto di Zimella hanno fatto visita al figlio, arrivato al Maggiore in condizioni disperate. I medici hanno scelto di essere chiari. Hanno pronunciato le parole "morte cerebrale". Significa che non c'è nulla da fare. E la condanna a morte del proprio figlio è il tremendo verdetto a cui devono sottostare i due adulti, che lo avevano salutato sabato sera, prima che uscisse e si mettesse a bordo di quella Golf.

"Non so come fare, ditemi come fare ad affrontare un dolore simile. Non so cosa fare"

Avrebbe commentato mamma Casarotto, come spiega l'Arena, pochi secondi dopo essere uscita dalla sala rianimazione in cui è coricato il 17enne, collegato a tubi e macchine per respirare. Poi è arrivato anche il momento terribile e toccante in cui i medici si sono rivolti ancora ai due coniugi per l'eventuale donazione degli organi. E' in corso il monitoraggio per la valutazione dell'espianto. Nemmeno il tempo di rivedere il figlio che è già tempo di dirgli addio e decidere se, con il suo aiuto, si potranno aiutare altre persone.

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